WORLD SOCIAL AGENDA

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Proposte ed opportunità di azione per un mondo più giusto

La World Social Agenda (Agenda Sociale Mondiale) è un programma culturale che nasce per riflettere e dar voce a quella società transnazionale che chiede maggiore democrazia economica e politica internazionale, che insiste affinché venga dato un governo globale agli attuali confusi meccanismi che regolano i diseguali rapporti Nord-Sud e che non fanno che aumentare la povertà nel mondo, come certifica il Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP).

Nella World Social Agenda si è ritrovato l'arcipelago di associazioni di volontariato, di Organizzazioni non Governative, di imprese sociali, di organizzazioni culturali, di uomini e donne che vogliono proporre-contrapporre l'economia sociale all'economia di sfruttamento, la cooperazione allo sfruttamento del Nord sui Paesi del Sud del mondo. È una proiezione di quei movimenti che hanno finalmente rotto il silenzio sulla globalizzazione centrata sulle priorità di alcuni Paesi ricchi.

Il WSA si basa su due assi, strettamente interconnesse e complementari:

1. Il primo concerne l'evento pubblico che ha luogo a Padova all'interno di Civitas (il più importante expo italiano del settore non profit). L'evento è basato su alcune conferenze internazionali. Queste, a loro volta, sono accompagnate da attività correlate come laboratori tematici e campagne di sensibilizzazione pubblica, per coniugare riflessione e azione. Sono previste anche alcune conferenze a scandenza intermedia, durante ogni anno, in modo da promuovere e incoraggiare riflessioni e dibattiti prima delle conferenze principali.

2. Il secondo asse è un programma di formazione indirizzato principalmente agli enti locali e ad organizzazioni coinvolte nella gestione di modelli di partecipazione democratica a livello locale. Questo asse, sostenuto da uno staff di tutori e relatori permanente, rappresenta lo strumento necessario per l'implementazione delle proposte e delle indicazioni di strumenti politici dell'Agenda Sociale. Il programma di formazione, concepito per promuovere un reale scambio interculturale in una dimensione Nord-Sud, consiste in moduli differenti da svolgersi in Italia e all'estero.

Come nasce il WSF/WSA

Sull'eco degli eventi di Seattle nel 1999 (Stati Uniti) e di Davos nel gennaio 2000 (Svizzera), nasce il primo World Social Forum, un momento di confronto sulle tematiche della globalizzazione dal punto di vista sociale, in evidente contrapposizione con il World Economic Forum di Davos, dove gli stessi argomenti vengono affrontati in maniera economicista e dal ristretto gruppo dei potenti della terra.

Nate con un anno di anticipo rispetto all'appuntamento che dal 2001 fa confluire su Porto Alegre decine di migliaia di attivisti, le conferenze World Social Agenda nascono dall'esigenza di Civitas e del portale Unimondo di offrire uno spazio di incontro che metta in evidenza dibattito e pratiche sui temi della pace, della solidarietà internazionale, dell'economia solidale.

Nell'aprile 2000 si è tenuto a Padova il primo World Social Forum, che ha riportato nel nascente Forum di Porto Alegre il nome della manifestazione padovana. Dopo gli anni della protesta di piazza, il variegato movimento che da tempo manifesta contro la globalizzazione trova nuovi spazi per organizzare quanti si oppongono alla dottrina del pensiero unico della dottrina neoliberista e vogliono costruire alternative capaci di dare priorità allo sviluppo umano.

Porto Alegre: la capitale dei movimenti che sognano un mondo diverso, ma soprattutto di quelli che già lavorano a globalizzare i diritti prima dei profitti. Sono vissuti collettivi che in Italia stentano a trovare cittadinanza e che forse solo col Forum Sociale Europeo di Firenze hanno cominciato a farsi proposta. Fin dall'inizio, le conferenze World Social Agenda hanno avuto la capacità di trasmettere anche in Italia gli aspetti di condivisione umana e di elaborazione partecipata di proposte che hanno imposto il popolo di Seattle e di Porto Alegre all'attenzione di media per lo più diffidenti rispetto a queste identità "alternative".

Quelle del 2000 e 2001 sono edizioni ricche di presenze internazionali del calibro di Susan George, Ann Pettifor, Anuradha Vittachi, Muhammad Yunus, Bill Pelke, Euclides Andrè Mance, Bijou Nzirirane, Fatos Lubonja, Muhidin Hamamdzic, Diana Çuli per citarne alcuni.
Il 2000 e 2001 sono anche edizioni caratterizzate dalla riflessione e dal dibattito. Momenti di confronto per affrontare le tematiche della globalizzazione dal punto di vista sociale, in contrapposizione, in particolare, con il World Economic Forum di Davos (Svizzera). Nell'edizione 2000 si parla di finanza ed etica, di divario digitale, di cancellazione del debito dei paesi poveri, di pena di morte. Nel 2001 il dibattito si arricchisce con tematiche quali il bilancio partecipativo, la cooperazione decentrata e il ruolo della diplomazia popolare, lo scottante problema dei Balcani. Parallelamente si lanciano importanti segnali di speranza con le campagne di solidarietà internazionale per la cancellazione del debito internazionale, per la moratoria sulla pena di morte, per la lotta al commercio delle armi leggere, per il diritto ai farmaci essenziali, per l'introduzione della Tobin Tax. Sempre dal 2001, l'evento si collega esplicitamente all'esperienza internazionale di Porto Alegre oltre che promuovere Osservatori regionali su Africa, America Latina, Balcani.

I primi due anni di vita sono quindi anni densi di proposte. Riflessione e dibattito si intrecciano aprendo la via alle "proposte di azione" ed a quella che sarà anche la nuova denominazione di questo percorso. L'edizione 2002 segna definitivamente il passaggio da "Forum" ad "Agenda" proprio per sottolineare la necessità di intraprendere azioni di politica per mettere in atto le riflessioni emerse nei precedenti anni di dibattito.

Se le prime due edizioni erano eventi che sottolineavano il passaggio dall'analisi critica alla proposta, concepiti come luoghi di riflessione per cercare alternative ai modelli economici e sociali dominanti, la Social Agenda è esplicitamente disegnata come un evento di passaggio dalla proposta alla "policy" - gli strumenti di politica, dove l'obiettivo principale è quello di sviluppare le azioni da intraprendere per implementare tali proposte.

Un'agenda per il cambiamento: dall'analisi alle proposte

Idealmente, la finalità è quella di tracciare un piano di azione - un'Agenda Sociale - che contenga raccomandazioni in termini di modelli e indicatori da applicare con un approccio dal basso verso l'alto e dove gli Enti Locali svolgono un ruolo per la promozione e attuazione del processo di implementazione.

Ed è all'insegna delle opportunità di azione che si apre quindi la terza edizione World Social Agenda, quella del 2002. Un'edizione come le altre caratterizzate da relatori di spicco come Iria Charão Rodrigues, Nicola Bullard, Roberto Bissio, Tonino Perna, Yves Cabannes, Riccardo Petrella, Giulietto Chiesa, Alex Zanotelli, Satha Anand, don Albino Bizzotto per citarne alcuni. Anche l'edizione 2002 della World Social Agenda non si esime dall'aprire il dibattito su temi caldi della società civile mondiale. Si parla di democrazia partecipativa e bilancio partecipativo, di sviluppo sostenibile e indicatori globali e locali, di risoluzione nonviolenta dei conflitti e esperienze concrete di mediazione pacifica.

Su questa scia l'edizione 2003 è stata un'agenda ricca di proposte di cambiamento. Un'agenda con un filo conduttore preciso: quello di consolidare il dialogo tra società civile, istituzioni e mondo economico. Ed è questo il filo conduttore che ha legato le conferenze internazionali ai laboratori e alle campagne per far emergere e valorizzare le esperienze concrete condividendo le proposte provenienti dai diversi ambiti di azione.

Anche l'edizione 2003 è caratterizzata dalla presenza di importanti relatori, tra i quali Roberto Savio, Eveline Herfkens, Ekkehart Krippendorff, Andrew Calabrese.

Un laboratorio aperto

La World Social Agenda si presenta come un momento di riflessione nel quale ci si propone la ricerca di alternative al modello che ci sta dominando. Con la Wsa, il variegato movimento che da anni manifesta contro la globalizzazione selvaggia, trova uno spazio per organizzare quanti si oppongono al pensiero unico della politica neoliberista e vogliono costruire alternative capaci di dare priorità allo sviluppo umano. Si tratta di una prima tappa nella lotta contro la sottomissione dell'essere umano agli interessi del capitale, un laboratorio aperto in cui le proteste di quanti desiderano creare una società libera dalla logica dominante, che utilizza il mercato ed il denaro come sola unità di misura, divengono proposte.

Gestione della World Social Agenda

Il coordinamento complessivo delle attività della World Social Agenda è affidato al direttore della Fondazione Fontana che risponde direttamente al Comitato Strategico. Tale Comitato è responsabile della definizione delle tematiche principali delle conferenze internazionali. Alla Fondazione Fontana è affidata inoltre la gestione della segreteria organizzativa. Il coordinamento delle attività di comunicazione e l'allestimento logistico è demandato a Civitas. La comunicazione e la diffusione on-line dei risultati si avvale invece dell'esperienza del portale Unimondo.

Membri del Comitato Strategico della World Social Agenda

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