
Quindici milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie infettive. Il 97% dei decessi avviene nei Paesi in Via di Sviluppo. La maggior parte di queste morti sono morti evitabili.
Polmonite, tubercolosi, malaria, diarrea e HIV/AIDS sono le malattie infettive responsabili della metà dei decessi. L'AIDS è divenuto la prima causa di morte nei paesi dell'Africa subsahariana.
Nel Sud del mondo e nei paesi in transizione dell'Est europeo ci sono circa due miliardi di persone che non hanno accesso alle cure adatte.
L'80% della popolazione mondiale vive nei paesi in via di sviluppo, che però rappresentano solo il 20 % della vendita mondiale di farmaci.
Circa 10 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni muoiono per infezioni respiratorie acute, malattie intestinali, tubercolosi e malaria, malattie spesso facilmente prevenibili o curabili.
Un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile.
Per ridurre del 50% le morti per malaria sarebbe necessario un investimento di un miliardo di dollari.
Il 90% degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci è destinato a problemi sanitari che riguardano il 10% della popolazione mondiale.
Lo 0,2% degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci riguarda polmonite, diarrea e tubercolosi, che causano il 18% delle morti nel mondo. Le spese globali sostenute nel 1995 per la prevenzione e il controllo di AIDS, tubercolosi e malaria sono state di 15 miliardi di dollari.
Sono quelli che "soddisfano i bisogni della maggioranza della popolazione in materia di cure sanitarie e devono dunque essere sempre disponibili in quantità sufficiente e sotto la forma farmaceutica appropriata".
Così vengono definiti nella lista dei farmaci essenziali pubblicata nel 1977 dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS). In questa lista (progressivamente aggiornata e oggi diffusa in 150 paesi) non sono stati inclusi molti farmaci coperti da brevetto, perché troppo costosi e pertanto non accessibili ai paesi poveri.
La situazione sanitaria nei paesi in via di sviluppo è grave, in particolare per le malattie infettive e parassitarie.
Nel Novembre del 1999 MSF ha avviato una Campagna per consentire alle popolazioni povere l'accesso ai Farmaci Essenziali, cioè per garantire le cure anche a coloro che non possono permettersi di pagare le medicine.
La Campagna deve quindi affrontare le complesse problematiche relative alla produzione e al commercio dei farmaci. Sono in gioco gli interessi economici delle case farmaceutiche, il ruolo dell'Organizzazione Mondiale del Commercio e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, le politiche sanitarie dei governi locali e delle grandi potenze (USA, Unione Europea).
MSF ritiene che l'accesso ai farmaci essenziali debba essere considerato un problema umanitario e che la legge del profitto debba tenerne conto.
MSF si sta impegnando per incentivare nuove ricerche sulle malattie tropicali, per individuare politiche commerciali vantaggiose per i paesi in via di sviluppo, per sollecitare le grandi potenze a favorire lo sviluppo dei paesi arretrati. MSF è anche impegnata a sensibilizzare l'opinione pubblica.
MSF ha inoltre avviato progetti sul campo, nei paesi in cui è presente.