OSSERVATORIO SUI BALCANI

L'Osservatorio sui Balcani nasce in risposta al bisogno di strumenti per agire in modo informato e insieme critico nei confronti dei paesi balcanici.

Intende favorire il superamento della cultura dell'emergenza, collegare la cooperazione con l'impegno per la pace e alimentare processi di sviluppo sostenibili dal punto di vista sociale, culturale, ambientale ed economico.

L'Osservatorio si configura come strumento di supporto all'azione di solidarietà con l'area balcanica, fornendo elementi per leggere e interpretare la realtà del sud est Europa. Vuole essere inoltre un luogo di stimolo alla riflessione critica sulle azioni intraprese.

L'idea di dar vita ad un Osservatorio Permanente sui Balcani si è sviluppata dai "Cantieri di pace" di Venezia nel giugno 1999.
L'Osservatorio nasce oggi come emanazione della Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto, che già da anni promuove l'Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace (IUPIP).
Si propone però alla rete di soggetti che vi aderiranno come strumento comune da costruire, condividere e rendere utile alla conoscenza e alla relazione con l'universo balcanico, attraverso una loro partecipazione attiva. Tra questi vi sono ong e Enti Locali come l'ICS, il CRIC e molti altri.

Dalla rivoluzione democratica nella Repubblica Federale di Jugoslavia, al cambio politico nei governi della Croazia e della Romania, sullo sfondo di processi che tendono a disegnare nuovi scenari geopolitici e nuove aree di influenza: questi sono solo alcuni degli aspetti trattati, sotto forma di notizie quotidiane e di approfondimenti.

L'Osservatorio affronta con interventi originali dei partner e di "antenne" disseminate sul territorio, i nodi che investono il futuro della regione, in gran parte irrisolti: il dramma dei profughi; i danni economici ed ambientali che vedono sommarsi allo sfacelo dei vecchi regimi le gravi conseguenze degli interventi militari; la crisi fiscale di stati ormai dipendenti dagli aiuti internazionali; l'imperversare di una criminalità economica che nella fragilità istituzionale e nell'assenza di regole trova largo spazio, a fronte di una diffusa e crescente insicurezza sociale.

L'osservatorio si avvale, oltre al suo staff, ai ricercatori e alle "antenne", della collaborazione informatica e giornalistica di Unimondo.

Si rivolge a operatori di organizzazioni non governative, rappresentanti di istituzioni, ricercatori, giornalisti, volontari di associazioni e singoli cittadini interessati ad un'area così vicina geograficamente eppure spesso avvertita come distante dal cuore dell'Europa.

Oltre alla sede operativa a Rovereto, l'Osservatorio dispone di un qualificato Comitato Scientifico composto da studiosi e personalità di livello internazionale, di una decina di corrispondenti locali da tutte le aree dei Balcani e di ricercatori italiani attivi su specifici temi di approfondimento.

Attraverso il suo portale web l'Osservatorio offre un'informazione continua e originale sul sud est Europa.
Realizza inoltre analisi e ricerche, cura un database sui progetti in corso nei Balcani, segnala strumenti e appuntamenti utili a chi agisce nella cooperazione, organizza seminari, corsi e momenti di confronto per operatori e ricercatori.

 

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