Già professore di scienze politiche e relazioni internazionali alla Libera Università di Berlino, è uno dei maggiori politologi tedeschi. Per anni ha insegnato all'Università di Bologna.
Fra le sue opere, Staat und Krieg (Stato e guerra, 1985), Militärkritik (Critica militare, 1993). In "L'arte di non essere governati: Politica e etica da Socrate a Mozart" (2003 - Fazi Editore) riflette sugli effetti della separazione tra azione e morale - dal punto di vista economico, sociale, ambientale e delle relazioni internazionali che ormai sono evidenti in tutto il mondo. E' pertanto necessario rifondare la politica su basi etiche e per adempiere a questo compito epocale analizza i tre "paradigmi" principali: Socrate, con il suo atteggiamento di continua "autocritica etica" e di critica delle virtù pubblicamente sancite e autorizzate; Goethe, che come ministro a Weimar dimezzò l'esercito del granducato; Mozart, nelle cui sinfonie gli strumenti dialogano "liberi dal dominio", rendendo così "udibile" una prospettiva di libertà per l'intero genere umano. Queste figure - e altre di pari spessore, da Buddha a Nelson Mandela, da Lao-tse a Max Weber, da Platone a Rosa Luxemburg a Giuseppe Verdi - possiedono qualità concretamente in grado di guidare le nostre scelte esistenziali e politiche: in particolare, "L'arte di non essere governati", ovvero di svolgere il proprio ruolo etico, al contempo solidale e indipendente, all'interno della comunità, sottraendosi ai meccanismi paralizzanti del potere costituito.
Ha partecipato all'edizione 2003 della World Social Agenda: