IRAQ: POLITICHE INTERVENTISTE E POLITICHE DI PACE

L'Iraq e l'occidente: breve cronologia recente

1917-1931 Amministrazione britannica dell'Iraq. La Gran Bretagna ridisegna i confini dei paesi del Medio Oriente
1931 L'Iraq diviene indipendente anche se rimangono nel suo territorio alcune basi britanniche.
1961 Indipendenza del Kuwait: l'Iraq non accetta l'indipendenza che viene difesa da truppe britanniche e della Lega Araba.
1979 Saddam Hussein diviene presidente dell'Iraq
1980-1988 Guerra Irq-Iran. Russia, Stati Uniti e paesi dell'Europa Occidentale sostengono militarmente l'Iraq.
1990 L'Iraq invade il Kuwait. Le Nazioni Unite impongono all'Iraq sanzioni economiche
Gennaio 1991 Le forze alleate guidate dagli Stati Uniti, sotto l'egida delle Nazioni Unite conducono l'offensiva Desert Storm contro l'Iraq.
Febbraio 1991 Le forze armate irachene si ritirano dal Kuwait.
Aprile 1991 All'Iraq viene ordinato dalle Nazioni Unite di distruggere le armi di distruzione di massa
Novembre 1992 L'Iraq accetta la supervisione delle Nazioni Unite sui suoi armamenti
1997 L'Iraq espelle i membri statunitensi della squadra di ispettori delle Nazioni Unite.
1998 Gli Stati Uniti chiedono di poter ispezionare i siti "presidenziali" in Iraq. Minacciano un attacco militare indipendentemente dalla posizione delle Nazioni Unite. La crisi è scongiurata dalla mediazione del segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan, facilitato dalla diplomazia francese.
Dicembre 1998 - Gennaio 1999 Nuova posizione intransigente dell'Iraq rispetto alle ispezioni, considerate dal governo iracheno mera provocazione ad opera dell'ispettore capo Butler.
L'Iraq subisce ripetuti attacchi militari e bombardamenti statunitensi, appoggiati da foze britanniche
17 dicembre 1999 risoluzione 1284 del Cosiglio di Sicurezza dell'ONU con astensione di Francia, Russia, Cina e Malesia, per la ripresa delle ispezioni in Iraq.
14 febbraio 2000 si dimette da coordinatore umanitario dell'ONU Hans von Sponeck, per protesta contro le sanzioni ai danni dell'Iraq.
1 dicembre 2000 l'Iraq blocca le esportazioni di petrolio per divergenze su prezzo e modalità di pagamento stabilite dall'ONU nell'ambito del programma Petrolio per cibo (Oil for Food)
16 dicembre 2001 uno dei tanti casi di bombardamenti su Baghdad da parte di aerei USA e britannici, con vittime fra i civili e al di fuori dell'area "no-fly zone" che tali voli dovrebbero garantire.
1 giugno e 3 luglio 2001 risoluzioni ONU 1352 per prorogare il programma Oil for Food
10 luglio 2001 l'Iraq riprende le esportazioni

Scopo

Aiutare a comprendere i diversi punti di vista rispetto alla crisi irachena e ai possibili margini di mediazione; mettere in evidenza i diversi modi di guardare e di interpretare una situazione di conflitto.

Svolgimento e fasi del gioco

Il gioco non intende entrare nel merito degli sviluppi recenti, ma delle ampie possibilità di mediare fra posizioni diverse e trasformare positivamente il conflitto avute da Onu e attori internazionali in questi anni.

Il gioco va diviso almeno in quattro momenti:

Breve introduzione

Dopo la vittoria delle forze guidate dagli Stati Uniti sull'Iraq nella Guerra del Golfo (1991), le Nazioni Unite votarono una risoluzione che stabiliva che Saddam Hussein, presidente dell'Iraq, dovesse distruggere tutte le armi di distruzione di massa in suo possesso. Alcune di queste armi erano già state usate in passato da Saddam Hussein contro settori della popolazione irachena ed in particolare contro la minoranza curda. Le Nazioni Unite inviarono perciò delle squadre di ispettori (guidate da personale statunitense) a sorvegliare l'opera irachena di smantellamento e distruzione delle armi. Per obbligare l'Iraq a distruggere le sue armi, venne mantenuto l'embargo stabilito dalle Nazioni Unite durante la Guerra del Golfo fino a completa distruzione delle armi. Tali sanzioni sono direttamente responsabili della morte per malnutrizione e carenza di medicinali di centinaia di migliaia di cittadini iracheni, soprattutto bambini.

Da allora si è assistito ad una serie di crisi diplomatiche e a ripetuti attacchi militari anglo-americani all'Iraq. La crisi che ha visto direttamente protagonista nel ruolo di mediatore il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan risale all'ottobre del 1997 quando l'Iraq impedì a due ispettori statunitensi di entrare nel suo territorio. In sostanza l'Iraq sosteneva di non voler permettere il lavoro degli ispettori perché la squadra di esperti delle Nazioni Unite non solo era dominata dagli Stati Uniti, ma svolgeva anche opera di spionaggio per lo stato americano. Il presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton affermò pubblicamente che gli Stati Uniti erano pronti ad intervenire militarmente contro l'Iraq se Saddam Hussein non avesse permesso l'accesso agli ispettori.

Ruoli

Primo ruolo

Sei il segretario generale (il capo) delle Nazioni Unite. E' un ruolo molto importante perché la missione delle Nazioni Unite è quella di mantenere la pace fra le nazioni. Devi cercare di evitare che si arrivi alla guerra. Per far ciò devi proporre soluzioni alla crisi che riguarda le ispezioni delle Nazioni Unite, la causa dell'attuale stato di tensione fra Iraq da una parte e Stati Uniti e Gran Bretagna dall'altra. Sei tu a coordinare la discussione. Chiedi ad ogni parte in causa di spiegare il problema dal proprio punto di vista. Fai in modo che tali spiegazioni siano ragionevolmente brevi, ma evita se possibile che vengano interrotte dagli altri partecipanti. Tutti dovrebbero ascoltare il punto di vista degli altri. Alla fine, cerca di riassumere i nodi del problema. A questo punto chiedi a ciascun partecipante di suggerire cosa fare per risolvere il problema. Evita che si arrivi a una discussione prima che ognuno abbia avuto la possibilità di esprimere il proprio parere. Cerca di avere almeno dieci minuti alla fine per discutere le idee emerse per risolvere la crisi e raggiungere un accordo. Ricordati che non puoi prendere posizione a favore di uno dei partecipanti. Tutti si augurano che tu sia in grado di giocare un ruolo chiave come mediatore. Coraggio!

Secondo ruolo

Sei il rappresentante del presidente dell'Iraq. Il tuo paese dipende dalle esportazioni di petrolio verso altri paesi per poter disporre della valuta necessaria ad acquistare i beni di cui l'Iraq ha bisogno. Nel 1990, dopo l'invasione irachena del Kuwait, le Nazioni Unite hanno imposto sanzioni economiche all'Iraq. Ciò significa che all'Iraq viene impedito di esportare petrolio e come conseguenza non è in grado di provvedere ad una quantità sufficiente dei beni di prima necessità (cibo, medicine) di cui la gente irachena ha bisogno. Le sanzioni causano quindi enormi sofferenze. L'Iraq è stato anche costretto a lasciare che gli ispettori delle Nazioni Unite visitassero fabbriche e altri luoghi chiave per controllare che l'Iraq non produca armi biologiche e chimiche. Gli ispettori ora pretendono di visitare il palazzo presidenziale per verificare che non vi siano nascoste armi biologiche e chimiche. Sembra che nessuno voglia credere all'Iraq e che lo si voglia umiliare, in particolare gli Stati Uniti che hanno un ruolo prominente nella delegazione degli ispettori. Sull'intera faccenda l'Iraq non ha praticamente voce in capitolo alle Nazioni Unite. Da parte tua chiedi una squadra di ispettori maggiormente neutrale (non così dipendente dagli Stati Uniti) e chiedi che si stabilisca un limite di tempo per il loro lavoro dato che da questo dipende la fine delle sanzioni (per il momento imposte dalle Nazioni Unite senza limite di tempo).

Terzo ruolo

Rappresenti il presidente degli Stati Uniti d'America. Quando l'Iraq invase il Kuwait nel 1990 hai chiesto e votato sanzioni economiche contro l'Iraq, così come hanno fatto la maggior parte dei paesi rappresentati alle Nazioni Unite. Sono state soprattutto le truppe americane a sconfiggere l'Iraq durante la guerra del 1991. Il tuo interesse principale è assicurarti che l'Iraq distrugga tutte le sue armi di distruzione di massa. L'unico modo di verificare che questo avvenga è attraverso le ispezioni delle squadre delle Nazioni Unite. Per te è fondamentale che non si rinunci alle sanzioni economiche finché questo non avvenga e non sia verificato dagli ispettori delle Nazioni Unite. Sei pronto ad usare la forza - come ultimo argomento - per assicurarti che vengano distrutte tutte le armi biologiche e chimiche. Sai che all'interno dell'Unione Europea la Gran Bretagna condivide le tue posizioni.

Quarto ruolo

Sei un rappresentante del governo italiano. Nel 1991 l'Italia è stata al fianco degli Stati Uniti e degli altri paesi che partecipavano alla guerra contro l’Iraq e che hanno applicato le sanzioni economiche decretate in seno alle Nazioni Unite. Per l’Italia e per l’Unione Europea è importante assicurarsi che l'Iraq non disponga di armi di distruzione di massa. Contemporaneamente, il governo italiano vorrebbe evitare ulteriori conflitti nella regione e spera di poter convincere l'Iraq a un atteggiamento responsabile che giustifichi almeno un parziale alleviamento delle sofferenze causate dalle sanzioni alla popolazione irachena

Altri suggerimenti didattici

Confronto fra due letture

Raccogliete testi a favore della guerra come misura di risoluzione dei conflitti internazionali e a favore della pace. Eventualmente si può partire da questi due testi (leggi i testi).
Incoraggiate i partecipanti a leggere e discutere in piccoli gruppi i punti di forza e di debolezza che a loro avviso presenta ciascun testo e quindi a presentarli in plenaria evidenziando i concetti centrali. In che modo sentiamo che queste posizioni ci coinvolgono? Che significato hanno per noi nella comunità in cui viviamo? Che significato possono avere per chi oggi vive sulla propria pelle i conflitti?

La linea del tempo e futuri possibili

Chiedete ai partecipanti di tracciare una linea del tempo, una semplice linea orizzontale su un foglio di carta e con l'aiuto di una bibliografia e cronologie di riferimento incoraggiate in piccoli gruppi a stabilire le cinque date/episodi chiave che hanno portato all'attuale conflitto fra paesi quali USA e Gran Bretagna da una parte e Iraq dall'altra. Chiedete di presentare e confrontare i risultati in plenaria. A questo punto tracciate un bivio su cui fissare da un lato gli eventi che caratterizzeranno un futuro probabile e dall'altro un futuro auspicabile. Domandate ai partecipanti di riflettere su quali strumenti e strategie possano contribuire a colmare il divario fra i due scenari.

L'Iraq nei libri di storia

Chiedete ai partecipanti di riprendere i libri di storia ed identificare, a partire dagli Assiro-babilonesi le tracce di storia che riguarda l'Iraq in questi manuali. Incoraggiate ad analizzare la prospettiva con cui ciascun periodo storico viene presentato, compresa la dominazione coloniale inglese e a cercare fonti con cui colmare gli ampi periodi apparentemente dimenticati dai libri di testo. In che modo tali informazioni possono fornire elementi di contesto sui conflitti che hanno riguardato l'Iraq a partire dagli anni ottanta?

Monitorare il linguaggio dei media

In tempo di guerra i media hanno un ruolo cruciale e spesso di parte nel legittimare o denunciare violenze e strategie di aggressione. Il modo con cui vengono aggettivate azioni e attori del conflitto può essere particolarmente significativo e merita un'analisi quotidiana a partire dall'ascolto e dalla lettura di notiziari per un confronto fra i processi di distorsione eventualmente identificati.

Link