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Indiani d'America
Elaborato redatto all'interno dell'iniziativa dei laboratori di narrativa e scrittura
L'altra sera stavo facendo zapping quando mi fermai su un documentario.
Trattava della tragica storia degli indiani d'America.
Interessata all'argomento guardai l'intero programma.
La cosa più interessante, e che mi fece riflettere maggiormente, fu la domanda finale che il presentatore fece al pubblico:- Ma adesso che cosa è rimasto di loro?-.
Subito risposi allo schermo:- Niente!-
"Niente", è pazzesco pensare che un'intera civiltà con tradizioni, regole e costumi sia stata sterminata da un altro popolo assetato di potere che, sbarcato su questo nuovo mondo, aveva come unico obbiettivo quello di piantare le radici e uccidere chiunque gli impedisse di raggiungere questo scopo.
- I bianchi non risparmiano ne donne, ne vecchi, ne bambini.- così avrebbe detto un capo indiano alla sua tribù e in effetti questa è la verità.
Adesso di loro non è rimasto praticamente niente, tranne qualche lontano discendente di qualche tribù. Ormai si sono civilizzati e adeguati alla cultura europea e le loro tradizioni come i loro usi e abitudini sono scomparse. Comunque per i pochi rimasti sono costretti a vivere in riserve ma piano, piano stanno diminuendo sempre di più. Quasi tutti gli indiani maschi sono alcolizzati o drogati, lavorano nelle grandi città come lavavetri, essendo loro da sempre abituati alle grandi altezze a causa di stare molto tempo sugli alberi, mentre le donne sono quasi tutte prostitute
Incuriosita dall'argomento sono andata a leggere alcuni libri.
Due di questi sono: "Racconti Indiani" di Jaime de Angulo e l'autobiografia dell'ultimo capo indiano Geronimo che ha accettato di raccontare e dettare la sua storia al giornalista dell'epoca S.M. Barrett, il suo libro si chiama "Io sono Geronimo".
Il libro di de Angulo narra le avventure e gli incontri che una famiglia indiana, in viaggio per andare a trovare un parente, fa lungo il suo percorso.
Da questo libro ho capito che gli indiani erano attaccati alla natura e al suo corso, tanto che quando dovevano uccidere un animale per nutrirsi, gli chiedevano scusa per averlo ammazzato. E ancora cantavano una canzone la mattina alla propria ombra in maniera che questa sapesse ritornare al suo posto come tale.
Per gli indiani qualsiasi cosa aveva una propria anima che doveva essere rispettata e con cui si doveva convivere.
Ma si può anche capire che tra tribù, naturalmente, c'erano dei conflitti per il territorio e quindi ogni tribù aveva un proprio spazio in cui vivere e non doveva occupare lo spazio altrui.
La cosa interessante di questo libro è che ogni singolo personaggio è un animale, anche i protagonisti.
Io credo che questa scelta dell'autore sia stata fatta non per rappresentare l'aspetto fisico del personaggio ma il carattere, perché spesso gli indiani associavano il valore e la forza di un uomo ad un animale.
All'interno della narrazione sono inserite delle storie che probabilmente gli anziani raccontavano alla tribù.
Queste storie parlano soprattutto della creazione del Mondo e delle sue creature, e di conseguenza quella delle tribù.
Questo sta ad indicare che ogni tribù aveva una propria storia sulle proprie origini. L'altro libro è l'autobiografia di Geronimo che mi trasmette, in maniera più diretta, le tradizioni della tribù Apache Chiricahua, a cui Geronimo apparteneva, e delle battaglie contro l'uomo bianco.
È stato interessante leggere cosa pensava un indiano di questa guerra perché da sempre abbiamo ascoltato solo i pareri degli invasori considerando gli indiani come cattivi e i bianchi come buoni, ma invece se cerchiamo di valutare meglio la situazione in cui si sono trovati gli indiani capiamo perché erano così infuriati.
Infatti Geronimo aveva detto di non aver nessuna intenzione di attaccare i bianchi né di considerarli dei nemici, anzi nel loro primo incontro, li ritenne addirittura simpatici e stipulò dei patti di non belligeranza. Quando però si accorse che la disponibilità dei bianchi era una messinscena per avvicinarsi agli indiani e facilitarne l'uccisione, si arrabbiò e li uccise applicando per primo la tecnica della guerriglia.
Adesso in America non esistono più persone di quel tipo.
Ora la popolazione americana è composta da discendenti di quegli europei emigrati in America alla ricerca di ricchezze, dai discendenti degli schiavi africani mandati a lavorare nelle piantagioni.
Non esistono più gli indiani d'America, come ho detto prima qualcuno si è salvato, ma ormai è stato civilizzato.
In conclusione possiamo dire che non si può più fare nessun confronto tra la società di una volta e quella di adesso nell'America settentrionale, perché non è più la stessa.

II E liceo Modigliani
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