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Programma della conferenza del 30 Aprile e biografia dei relatori

WORLD SOCIAL AGENDA



PADOVA

30 aprile 2004

20:30 - 23:30

Civitas, Padova Fiere, padiglione 5B

nell'ambito di Civitas 2004

L’altr’Africa: il G8 al femminile


Intervengono:



1) MARIA DE LOURDES JESUS

Profilo: giornalista, nata a Capo Verde ed in Italia dal 1971, è stata conduttrice di "Non solo nero", rubrica storica di Rai Due sull’immigrazione, chiusa nel 1994. In seguito ha curato una trasmissione radiofonica dal titolo Africa-Afrique-Ifrikiea" (la parola Africa in lingua italiana, francese ed araba) in onda nell’ambito di "BauBarnum", su Radio Uno, attorno alle 23.30 per parlare della cultura e della letteratura dell’Africa in senso positivo. Dal 1995 conduce “Permesso di soggiorno" una trasmissione del mattino su Rai Uno che si occupa di argomenti di interesse sociale: non soltanto immigrazione, ma anche anziani, minori, disabili ecc. La trasmissione si basa su servizi registrati e messi in onda senza presentazioni, che in soli 5 minuti cercano di comunicare un messaggio forte.

Intervento: L’altr’Africa possibile (5+10minuti)

Non solo dolore e miseria ma energia e volontà di (r)esistere. Dare un’immagine diversa dell’Africa perché L’Africa è diversa dall’immagine data.



2) BERYL CARBY MUTAMBIRWA

Profilo: originaria dallo Zimbabwe è membro della Lega Internazionale delle donne per la pace e la libertà, Ginevra, Svizzera,ong internazionale titolare di statuto consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, con due sedi internazionali, a Ginevra e New York, e sezioni nazionali in 45 paesi del Mondo (Italia compresa). La Mutambirwa è inoltre Direttrice del Dipartimento Educativo dell’UICC, Ginevra, Unione Internazionale Contro il Cancro, un’organizzazione non governativa che combatte il cancro in 87 paesi. E’ Membro del Comitato Scientifico dell’UNIP (Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace), del Bureau International de la Paix, Ginevra, Svizzera, e dell’International Youth and Student Movement for the United Nations

E’ stata moderatrice di numerosissime conferenze, dal World Summit on the Information Society, alla Marcia Mondiale delle donne, alle conferenze delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sociale.



Intervento: Dal villaggio all’ONU. Donne per la pace (5+10minuti)

La donna africana ha la responsabilità della pacifica conduzione famigliare/comunitaria africana. Ai vertici delle Nazioni Unite od Organizzazioni Internazionali, mantengono la stessa propensione alla pace?



3) MARIE LOUISE NIWEMUKOBWA

Profilo: Marie Louise è nata in Rwanda nel 1967 ed è venuta in Italia per studiare. E’ rientrata in Rwanda dal 1994 al 1997. Cantante e poetessa. Ha composto il suo primo CD durante il genocidio. Quello che vuole trasmettere il CD è un desiderio di pace e di calma interiore. Come ballerina ha danzato nel 1999 alla Biennale di Venezia durante l’opera “Trama d’ali”. Negli spettacoli è accompagnata in genere dai “SANGO”, un gruppo di ballerine, percussionisti e chitarristi. E’ fondatrice dell’Associazione Donne Immigrate Solidaires (ASDIS-VE) e responsabile dello sportello donne immigrate della CGIL di Venezia. Collabora con Radio Base Popolare. Madre di tre figli.

Intervento: Donne in guerra. (5+10minuti)
La donna africana ha la responsabilità della pace e della mediazione nella famiglia e nella comunità africana. Ma la tragedia che ha colpito il Rwanda ha fatto forse emergere un’inaudita violenza anche tra le donne sulle quali grava, oggi, la responsabilità del mantenimento della pace.



4) AMINATA TRAORE’

Profilo: nasce nel 1947 a Bamako, nel Mali. È figlia di un funzionario dell’ex Sudan francese, ha cinque sorelle e cinque fratelli. Da bambina esprime il desiderio di studiare, cosa molto insolita per l’epoca. Nel 1968 partecipa alle manifestazioni studentesche a Dakar. Studia in Francia e si laurea in psicosociologia nel 1976. Lavora per conto del Ministero ivoriano per la Condizione femminile e in seguito per la Conferenza delle Nazioni Unite per lo Sviluppo. Nel 1997 diventa ministro della Cultura del Mali, incarico che ricoprirà fino al 2000. Nel 2002 è tra i partecipanti del World Social Forum – WSF di Porto Alegre e nel 2003 del WSF di Bombay. Definita da molti autori come “la più grande voce africana contro la globalizzazione” è autrice del libro: “L’immaginario violato” ove teorizza la microresistenza contro il macrodominio.



Intervento: Tutto tranne la menzogna (10+10 minuti)

La menzogna su noi stessi, sul nostro ruolo nella produzione delle ricchezze di cui i nostri popoli sono privati, sulle conseguenze della schiavitù, sul principio della riparazione, sulla colonizzazione, sui programmi di adeguamento strutturale, sulle regole del commercio mondiale, sui diritti dell’uomo e della democrazia.



5) ELISA KIDANE’

Profilo: Nasce a Segheneiti (Eritrea) nel 1956 e diventa suora missionaria comboniana nel 1980. Parte per l'America Latina e svolge il suo ministero in Ecuador, Perù e Costa Rica. A contatto con le vicissitudini di questi popoli, affina la capacità di leggere con passione le utopie e le speranze che animano la quotidianità. Alla scuola della gente umile, impara a non perdere la dolcezza dell'anima anche nelle situazioni più difficili. Anche se lontana segue l'evolversi storico del suo Continente e canta nei suoi versi lineari e appassionati le vicende delle donne e degli uomini delle mille e più Afriche.

Attualmente è redattrice della rivista Raggio.

Intervento: Poesie di speranza (15 minuti)



6) CELINA COSSA

Profilo: Celina Cossa è tra le fondatrici dell’Unione Generale delle Cooperative, un’organizzazione che comprende più di 200 cooperative, prevalentemente agricole e zootecniche, e coinvolge quasi 6.000 lavoratori, al 95% donne, nella regione di Maputo, la capitale del Mozambico. Nata nel 1954, Celina Cossa è maestra elementare alla fine degli anni ’70 in un paese che, dopo aver ottenuto l’indipendenza dal Portogallo, è dilaniato da una sanguinosa guerra civile: villaggi distrutti, fattorie disseminate di mine, centinaia di migliaia di sfollati che fuggono dalle campagne alle città o trovano accoglienza nei paesi vicini, in Malawi, in Swaziland, in Tanzania, in Zambia, nello Zimbabwe, in Sudafrica.

Dal 1981 è Presidente dell’Unione generale della cooperative. L’Unione Generale comprende 185 cooperative di primo grado (quelle più semplici) e 42 di secondo grado, 6.000 soci e 3.000 ettari di terre coltivate. Come riconoscimento per i risultati ottenuti, a Celina Cossa è stato attribuito nel 1988, a New York, il prestigioso riconoscimento dell’Hunger Project, riservato ai leader africani che si sono maggiormente distinti nel combattere la fame e la povertà nel loro paese

Intervento: Sviluppo al femminile. (10 + 10 minuti)

Dare credito alle donne: un circolo virtuoso inarrestabile. L’esperienza dell’Unione Generale delle Cooperative in Mozambico.


7) SOUADO LAGDAF

Profilo: Souado Lagdaf rappresenta le donne Saharawi che nel loro esilio hanno dato vita ad una delle esperienze organizzative e di progresso sociale e civile più straordinarie della storia moderna in uno dei deserti più inospitali della terra, ove la temperatura in estate supera i 60° e d’inverno cala sotto lo 0°. Sono più di 25 anni che le donne saharawi si fanno carico di tutto, dall’alfabetizzazione con risultati che superano il 95% all’edilizia, hanno mantenuto e difeso la loro cultura. Souado Lagdaf non può che rappresentare con la propria presenza la grande dignità del suo popolo.

Intervento: Indipendenza e nonviolenza (5+10 minuti)

Donna è dignità. In assenza di uomini, le donne sono al governo dei campi profughi. Organizzano il vivere quotidiano. Fanno politica internazionale con petizioni all'ONU affinché venga loro riconosciuto il diritto ad un luogo ove abitare, identificarsi. Usano la nonviolenza per raggiungere l'indipendenza, non solo dagli Stati ma anche dagli uomini oppressori.


8) FATIMA MBAYE

Profilo: Fatoumata Mbaye, nata a Saint Louis in Senegal nel 1959, è arrivata in Italia nel 1990 e risiede a Vicenza dal 1992. È stata socia fondatrice, nel 1998, dell’Associazione Donne Immigrate del Veneto di cui è presidentessa dallo stesso anno di costituzione. L’associazione raggruppa oltre 200 donne immigrate di tutte le nazioni, non soltanto africane ma anche dei paesi arabi e dell’est Europa. Obiettivo principale dell’associazione è quello di fornire assistenza e supporto sociale, burocratico e culturale alle donne immigrate. Tra le attività in corso vi è la progettazione di una serie di attività economiche (saloni di estetica, ristoranti etnici, asili nido, e centri ricreativi per bambini) per poter dare direttamente lavoro alle donne immigrate, di cui gran parte tolte dalla strada. Da sempre impegnata a risolvere i problemi degli immigrati e cercare percorsi di confronto con la realtà italiana, spesso interviene come relatrice a convegni e tavole rotonde. È sposata e ha due figli e attualmente gestisce un negozio etnico a Vicenza.

Intervento: L’Africa sotto casa (5+10 minuti)

Vivere ed abitare nella Regione più ricca d'Europa. Vivere ed abitare nella contraddizione. La donna africana, sempre più presente nelle scuole, associazioni, quartieri, supermercati è ormai di casa. Dopo le battaglie per la cittadinanza è tempo dell'incontro, dell'ospitalità, certi che la diversità sia solo una ricchezza.









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