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Un diario per un viaggio in motocicletta
Elaborato redatto all'interno dell'iniziativa dei laboratori di narrativa e scrittura
"Un diario per un viaggio in motocicletta", questo è il titolo del libro di Alberto Granado pubblicato nel 1992 e realizzato grazie ai ricordi e al diario che Che Guevara ci ha lasciato.
Tema principale è il viaggio nell' America latina,affrontato con l'amico Alberto Granado;entrambi spinti dalla necessità di conoscere a fondo i bisogni della gente povera.
Per riuscire in questa impresa sapevano che i loro viaggi non sarebbero stati quelli di due semplici turisti,ma quelli di ricercatori sociali pronti ad immergersi nella miseria che popolava ogni angolo di quelle città.
Il loro viaggio si snoda in tutta l'America latina, toccando varie tappe fra cui la meta che ci interessa di più: l' Argentina.
Cordoba 1951,qui è concepita l'idea del viaggio e qui vengono ultimati i preparativi;ma la partenza avviene a Buenos Aires il 14 gennaio del 1952.
Ed è tra cadute in moto e varie disavventure che capitolo per capitolo sembra di rivedere insieme a loro i luoghi che hanno percorso:Villa Gesel, Miramar, Necochea e tanti altri. Ma in realtà sappiamo ben poco delle situazioni politiche ed economiche di quel periodo. Al contrario siamo al corrente della storia argentina dell'ultimo secolo, che non si differenzia da quella di gran parte degli stati latino americani.
Il paese del sud America ha conosciuto nel giro di cento anni, un susseguirsi di governi autoritari, fino all'ultima dittatura militare, dopo la caduta della quale, molti governi democraticamente eletti si sono alternati a breve distanza, tentando di modernizzare ed emancipare dall'impostazione rurale il paese, fino alla tremenda crisi economica scoppiata con inaspettata violenza nel dicembre 2001, e della quale tuttora i cittadini e le istituzioni di governo continuano a subire le pesanti conseguenze. Osservando la situazione Argentina nella sua integrità, valutando i profili economici, politici e sociali notiamo che il paese mostra una serie di contraddizioni difficilmente comprensibili a prima vista. Nonostante la ripresa ormai avviata e l'impegno dell'attuale Governo i segni sociali che la crisi ha lasciato sono profondi e non facili da risolvere. Occorrerà aspettare per vedere se le misure sociali annunciate dal Governo daranno i risultati sperati, cioè creare nuovi impieghi e rendere i servizi di base fruibili a fasce sempre più ampie di popolazione, e infine a sconfiggere almeno in parte la fame che è sofferta ancora quotidianamente da circa 8 milioni di persone.

Borsato Laura & Baron Giorgia
II E liceo Modigliani
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