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Un punto di speranza
Elaborato redatto all'interno dell'iniziativa dei laboratori di narrativa e scrittura
Il Perù sin dal 1900 e andato in cerca di uno stato democratico, in modo tale da trovare un giusto equilibrio tra la fascia della popolazione più povera e quella più ricca. La chiesa peruviana svolse un ruolo di grande importanza. Dopo il Concilio Vaticano II (1962-65) fu la stessa di tutto il continente: quella del rinnovamento. Come disse Giovanni XXIII, che convocò il Concilio, questo accadde perché si lasciarono le finestre aperte per fare entrare aria nuova nella Chiesa e rinnovare le sue promesse e la sua fedeltà al Vangelo. Nel decennio degli anni '60 si ebbe una importante svolta politica in Perù: il colpo militare del 1968, che portò al potere un regime nazionalista di tendenza di sinistra. Uno dei pilastri della sua politica fu la riforma agraria, e gli agenti pastorali, che per anni avevano difeso i diritti dei contadini, videro questo fatto come un risultato delle loro lotte. Tuttavia la riforma non risolse i problemi dei contadini, e con il passare del tempo il governo militare divenne sempre più autoritario. Il paese ritornò finalmente alla democrazia nel 1980. La II Conferenza Episcopale Latinoamericana di Medellín, nel 1968, fu considerata come l'autentica Pentecoste per la Chiesa in America Latina, perché questo nuovo periodo di vita ecclesiale era segnato da un profondo rinnovamento spirituale, da una generosa carità pastorale e da una autentica sensibilità sociale. Per il magistero latinoamericano, le conferenze successive - Puebla e Santo Domingo, rispettivamente nel 1979 e 1992, rafforzarono le prospettive tracciate dalla II Conferenza Episcopale di Medellín. Le opzioni preferenziali della Chiesa per i giovani e i poveri, oltre alla riflessione sull'inculturazione del Vangelo, segnarono le linee pastorali del continente Ciò Nel frattempo apparve una nuova corrente teologica, che si basava sull'opzione per i poveri e gli emarginati d'America Latina. Durante gli anni '80, la debole democrazia dovette affrontare una dura prova con la nascita di Sendero Luminoso. Questo gruppo maoista dichiarò guerra allo Stato peruviano e a tutti coloro che considerava difensori del governo, compresi i dirigenti di base, i membri delle comunità, gli agenti della pastorale. In particolar modo i contadini si videro intrappolati nel fuoco incrociato tra i due gruppi sovversivi, Sendero Luminoso e il Movimiento Revolucionario Túpac Amaru, Mrta, e le forze governative. Nelle sommosse avvenute tra il 1980 e il 1992 morirono circa 30.000 persone e ne scomparvero 4.000. Molti abbandonarono le campagne e andarono verso le città a causa della violenza o per motivi economici. Se negli anni '60 il 70% dei peruviani viveva in zone rurali e il 30% nelle città. Nel decennio degli anni '90 questa proporzione si invertì. La chiesa, durante questi anni difese la vita e i diritti umani, dando appoggio legale e istruzione. Nonostante le minacce e le morti di sacerdoti, missionari, religiose e laici peruviani e stranieri, la Chiesa spesso denunciò quanto accadeva quando gli altri rimanevano in silenzio per paura. Alla fine degli anni '80 i peruviani soffrirono la disgrazia della crisi economica, con l'iperinflazione, la svalutazione e uno spaventoso debito estero. Il presidente Alan García nazionalizzò le banche e sospese il pagamento del debito, isolando il Perù dal sistema economico internazionale. La frustrazione per il caos politico ed economico fu l'elemento chiave per l'elezione del presidente Alberto Fujimori, nel 1990. Tra il 1980 e il 1990, l'inflazione arriva al 10.000% (diecimila), provocando gravi problemi all'economia nazionale. Fujimori promise di reinserire il Perù nel sistema finanziario internazionale e di porre fine al terrorismo. Si rifece carico del pagamento del debito, gravando sulle spese sociali. Nell'aprile del 1992 organizzò un "Colpo di stato istituzionale", sciogliendo il Parlamento e "riorganizzando" il sistema giudiziario. Fujimori governò il paese in stretta collaborazione con i militari e con Vladimiro Montesinos, capo del temuto Servizio Segreto. Li permisero di giudicare i sospetti di terrorismo in tribunali militari, davanti a giudici mascherati, ciò che portò a comminare ingiuste condanne e all'incarcerazione di molti innocenti religiosi come Hubert Lanssiers, sacerdote della Congregación de los Sagrados Corazones , giocarono un ruolo chiave nell'ottenere la liberazione di molti innocenti incarcerati. Con Fujimoro, il Peru si è aperto alla globalizzazione nel 1990, dopo un decennio di crisi economica e terrorismo, inflazione e discredito dei partiti politici. Le forze armate, le imprese e le organizzazioni multilaterali hanno approfittato di questa situazione per sferrare un attacco economico in piena regola e "reinserire" il Perù nel sistema finanziario internazionale. Al paese era stato promesso il benessere dopo i sacrifici, ma il Perù ha ricevuto invece un regime corrotto e dittatoriale durato per dieci anni, finché le proteste popolari non lo hanno sostituito con il governo costituzionale di transizione. Oggi la democrazia è stata ristabilita. In una delle sue prime iniziative, il governo di transizione ha lanciato un appello a favore di una tavola rotonda unita per la lotta contro la povertà, sollecitando la partecipazione di chiese, municipalità e organizzazioni non governative. Attraverso la Conferenza nazionale sullo sviluppo sociale (CONADES), le ONG propongono l'inclusione di specifici obiettivi di lotta contro la povertà nelle strategie nazionali e nelle politiche economiche. La società civile sostiene anche l'introduzione di un sistema nazionale finalizzato al monitoraggio e alla valutazione dei risultati conseguiti in materia di obiettivi sociali, con l'organizzazione di tavole rotonde negoziali nei vari dipartimenti in tutto il paese. Il governo ha ratificato la Convenzione interamericana su prevenzione, sanzione e sradicamento della violenza contro le donne, ha varato una legge per la protezione delle donne contro la violenza domestica e ha soppresso le norme discriminanti relative ai crimini contro la libertà sessuale. Nel documento ufficiale del 1993 intitolato Strategia per la lotta contro la povertà si afferma: "La ripresa economica basata sulla stabilizzazione e la liberalizzazione è fondamentale per la lotta contro la povertà". La spesa sociale globale è passata dal 24,6% del bilancio del 1993 al 44,6% del bilancio del 1998. La mancanza di trasparenza non permette di conoscere la percentuale assegnata ai servizi sociali di base. Fra il 1993 e il 2000 la spesa globale nel settore dei programmi sociali può essere stimata in circa 13 miliardi di dollari. Si stima che per programmi specifici di alleviamento della povertà si siano spesi, nello stesso periodo, 5,2 miliardi di dollari.
Ciononostante, la povertà è passata dal 51,1% del 1997 al 54,1% del 2000. Attualmente, il 14,8% della popolazione vive in condizioni di povertà assoluta. La povertà è diminuita solo nelle aree urbane, mentre resta pressoché invariata nelle aree rurali montane fino al 2000.
La speranza di vita è di 69 anni, al di sotto della media continentale. In America Latina la speranza di vita è passata mediamente dai 55 anni degli anni '50 ai 71 anni degli anni '90.
La mortalità infantile è scesa da 80 per 1000 nati vivi nel 1990 a 54 nel 1998, ma in Perù la mortalità infantile è ancora oltre il doppio della media dell'America Latina (IDB 1999).
I tassi di alfabetizzazione sono alti, come nel resto dell'America Latina, anche se esistono ancora sacche di analfabetismo femminile. Ora il tasso medio di scolarizzazione supera gli otto anni. Ma è ancora terribilmente alto il numero degli studenti che frequentano classi inferiori rispetto alla loro età, ripetono gli anni e abbandonano la scuola. La sfida dei prossimi anni è la costruzione della democrazia con i diritti dei cittadini e l'attenzione ai problemi sociali. La società civile sta lavorando intensamente per il raggiungimento di quest'obiettivo.

Moretto Bemnet Cl 2E
Liceo artistico: A. Modigliani
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