IL MOZAMBICO IN TRENTINO
Trento 6 aprile 2004
Foyer del Centro Servizi Culturali del Santa Chiara
La mostra fotografica di Matteo Zarucco si inserisce agevolmente all’interno di Mal d’Africa. Il suo scopo è quello di avvicinare la popolazione trentina alle diverse sfaccettature del “pianeta-Mozambico”, con particolare riguardo alla vita quotidiana, al rapporto uomo-ambiente, e ai progetti di sviluppo avviati nel distretto di Caia.
Le quattro sezioni della mostra accompagnano l’osservatore in un viaggio che inizia dalla capitale Maputo, proseguendo nella provincia di Sofala per poi soffermarsi nel distretto di Caia, e conclude con una raccolta di ritratti mozambicani. Tematicamente, essa illustra la realtà mozambicana nelle sue varie sfaccettature, ma documenta anche l’attività della cooperazione trentina nel paese. Spazio quindi alla cultura del paese e agli stili di vita (mercati, costumi, passatempi etc.) nonché al nuovo auditorium di Maputo, a scuole, pozzi per l’acqua, progetti agricoli e così via.
La mostra fotografica comprende complessivamente circa 80 foto e 4 pannelli didattici rispettivamente su: l’Africa, il Mozambico, la cooperazione Trentino-Mozambico, l’impegno della Provincia autonoma di Trento nel mondo.
A favore di questo paese africano c’è stato e continua ad esserci un forte impegno da parte della società civile trentina e in particolare del mondo del volontariato. Per dare continuità a questo rapporto, la Provincia autonoma di Trento ha avviato fin dal 2000 in un programma di cooperazione decentrata con la Provincia di Sofala, che si inserisce all'interno del Programma di Sviluppo Umano a livello locale finanziato dalla Cooperazione Italiana ed affidato al Servizio Progetti delle Nazioni Unite (UNOPS).
Il 30 giugno 2001 è stato costituito il Tavolo Trentino con il Mozambico, luogo di approfondimento, elaborazione e coordinamento delle iniziative fra il Trentino e la provincia di Sofala, nel pieno rispetto dei principi della cooperazione decentrata. Ad essere coinvolte in questa esperienza straordinaria, basata sulla reciprocità, sullo scambio continuo di doni, idee, valori, sono le due comunità nel loro complesso: accanto alle istituzioni, quindi, la società civile in tutte le sue varie forme. Per la parte trentina il coordinamento operativo del programma è stato affidato ad un Consorzio di associazioni di cui fanno parte attualmente l’associazione Sottosopra, Apibimi, l’associazione Ingegneria senza Frontiere, il Cuamm Medici con l’Africa trentino, il Mlal Trento.
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