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Testimonianze: la storia del Cile nelle scuole di Padova
Allo "Scalcerle" un professore cileno dell'Università di Iquique tiene una conferenza sulla storia del suo Paese.
Lo scorso 20 aprile si è tenuta una conferenza, all'Istituto "P. Scalcerle", a cui hanno partecipato gli studenti dell'Istituto che frequentano il quinto anno. Il relatore è stato il docente di Storia contemporanea dell'Università di Iquique (Cile) Manuel Velasquez, che ha parlato agli studenti della storia cilena degli ultimi cinquant'anni: soffermandosi a lungo sulla dittatura di Pinochet, ha fatto rilevare ai ragazzi che i totalitarismi del XX secolo non sono solo quelli europei che si studiano a scuola, ma che ce ne sono stati anche in tutto il resto del mondo. Dopo di che è passato a parlare della situazione del suo Paese, affascinando la platea con la sua arte oratoria. Gli studenti, quindi, non hanno faticato a prestare attenzione mentre il professore raccontava del colpo di stato dell'11 settembre 1973 che ha portato al potere il Generale Pinochet, abbattendo il governo democratico di Allende, ed ha raccontato anche delle varie versioni riguardo a questa faccenda. Ha spiegato che ormai si è consolidata l'idea che Pinochet fosse il capo dei congiurati organizzatori del colpo di stato (come lui stesso conferma nelle sue memorie), ma che c'è anche chi sostiene la tesi che il Generale sia stato coinvolto solo pochi giorni prima che questo avvenisse. Il docente, poi, ha contestualizzato l'avvenimento nello scenario internazionale, spiegando il ruolo che hanno avuto gli Stati Uniti d'America in questa vicenda. Se la loro partecipazione nel golpe stesso non è stata ufficialmente provata, esiste, però, un documento rilasciato dalla CIA nel 2000 intitolato "CIA Activities in Chile" che rivela che la CIA, di fatto, supportò la giunta militare dopo il colpo di stato.
Il relatore è riuscito a coinvolgere ancora di più la platea quando ha parlato del terrore e della violenza che il nuovo governo esercitava sulla popolazione civile, usando il metodo del pugno di ferro nei confronti degli oppositori politici. A tal proposito è stato letto anche un brano tratto dal romanzo di Isabel Allende, "La casa degli spiriti", in cui si è visto come le autorità militari abbiano torturato brutalmente Adela, una dei personaggi principali di questo romanzo. Il relatore ha concluso, poi, spiegando come sia finita questa dittatura militare cilena, prima con il plebiscito dell'ottobre del 1988 (in cui la maggioranza della popolazione ha votato contro il nuovo mandato presidenziale di 8 anni per Pinochet) e poi con le elezioni dell'anno successivo. Pinochet è stato quindi arrestato nel 1998 a Londra.
Alla fine della conferenza il professore ci ha concesso un'intervista.
"Come mai ha deciso di tenere questa conferenza?"
"Io mi trovo in Italia, in questo periodo, perché sto seguendo un progetto in collaborazione con l'Università di Bologna. Lo scopo di questo progetto è quello di favorire i rapporti tra i Paesi europei e quelli latino-americani. Io, in particolar modo, ci tengo ad invogliare i giovani ad interessarsi a queste questioni. Ecco perché sono sempre disponibile a partecipare alle iniziative che li riguardano."
"Perché ha voluto leggere alla platea un estratto del romanzo della Allende?"
"Perché penso che sia un libro molto coinvolgente. Spero, così, di aver incuriosito gli studenti in modo da spingerli a leggerlo. Facendo loro sperimentare anche un pizzico di letteratura, oltre che di storia, spero di aver dato degli spunti in più perché si interessino ad uno di questi ambiti."
"Quali sono i suoi segreti per accattivare l'attenzione della platea?"
"Non ho metodi specifici, né strategie. Il fatto è semplicemente che io ho vissuto in prima persona gli eventi che ho raccontato. Li sento vicini a me e cerco di raccontarli così come li ho vissuti, non in maniera noiosa, come spesso li descrivono i libri." Per concludere, il professore, seguendo lo spirito del progetto a cui partecipa, si augura che ci siano sempre più spesso scuole che invitano relatori di un Paese estero, perché "il contatto con persone di altre culture, che raccontano cose che sembrano così lontane, favorisce l'interculturalità, la tolleranza e aiuta a ridurre l'etnocentrismo".

21 aprile 2005
Cristiana Nicoletti, VD "Scalcerle"
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