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I fiumi profondi
Elaborato redatto all'interno dell'iniziativa dei laboratori di narrativa e scrittura
Se pensiamo a cosa hanno passato gli indios durante l'invasione ad opera degli europei, i colonos, alle loro terre devastate, alle epidemie portate e alle razzie compiute, sembra strano che siano riusciti a mantenere intatta la loro lingua d'origine senza farsi "inquinare".
La lingua che si parla tuttora in Perù, oltre allo spagnolo e all'aymarà, è il quechua, lo stesso con cui sono espressi molti concetti e parole nel libro "I fiumi profondi" di Josè Maria Arguedas.
Il libro parla di un figlio di bianchi, allevato dagli indios, che ritornato alle sue origini si sente completamente disadattato tra i suoi simili.
Ma anche un testimone che, osservando con l'innocenza di un bambino, ci ha descritto la realtà di due mondi che non sanno nulla l'uno dell'altro eppure si odiano e si disprezzano.
Ernesto, il protagonista, ci parla degli indios come persone dolci e sensibili rispetto agli europei che lo avevano trattato con freddezza e crudelta' solo perché si comportava istintivamente e con semplicità, proprio come gli avevano insegnato.
E' strano pensare come gli indios abbiano sopportato tutti i soprusi degli occidentali e come siano riusciti ad andare avanti coesistendo con esseri che hanno sempre cercato di sottometterli e di usarli.
Ernesto considera il mondo e l'umanità come una contraddizione insanabile che gli provoca sentimenti di turbamento e di orrore talmente profondo da indurlo a non sentirsi parte del mondo da cui proviene e a cui è tornato.
Tutto ciò ci può far capire come gli indios siano riusciti a non crollare sotto il peso delle invasioni…semplicemente rimanendo attaccati a ciò che li ha contraddistinti per secoli: il loro amore per la natura e per tutto ciò che la riguarda, la devozione con cui sono arrivati a vivere con e per lei, come segno di un profondo rispetto, un rispetto che noi non siamo ancora riusciti a cogliere.
Noi non li capiamo, forse perché non riusciamo come loro a lasciarci andare all'istinto e alla naturalezza, vivendo la nostra vita creandoci inutili complicazioni.

Pergher Giulia, 2e, L.A.S." A.Modigliani"
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