Torna a Bolzano la World Social Agenda Due giorni di incontri, expo', laboratori didattici, mostre, film e sapori culinari alla scoperta del fascino di un'America in trasformazione, equa, solidale, cooperante, democratica. Storie di donne, donne sudamericane, come Eileen Giron Batres e Idalia Mendoza, e donne italiane, come Chiara Fasolo e Sandra Endrizzi, che superano i confini geografici e scommettono sulla propria vita, impegnate in prima linea nella lotta per i diritti civili e sociali, nel costruire rapporti economici che sono soprattutto di fiducia per ridare ad altre donne sudamericane loro pari la speranza di un futuro più dignitoso. Per la seconda volta approda a Bolzano la World Social Agenda (WSA), la manifestazione sui temi di carattere sociale ed internazionale, promossa da una fitta rete di istituzioni, associazioni e realtà del volontariato, che dal 1999 esplora le culture "altre", nell'intento di tracciare un nuovo modello basato sullo sviluppo sostenibile e la democrazia "dal basso". L'anno scorso era la volta dell'Africa. Quest'anno il 2-3 dicembre grazie a "Libere Americhe - Freies Amerika" la sede prestigiosa dell'Eurac si scoprirà un po' più latina con musiche e scenografie del Sud dell'America. "La manifestazione - affermano gli organizzatori - vuole essere un momento di approfondimento e di festa per 'fare comunità qui', per conoscere e conoscersi a partire dalle esperienze di comunità che ciascuna realtà sudtirolese di cooperazione internazionale vive oltreoceano". Le realtà coinvolte nei diversi momenti previsti delle due giornate sono davvero tante: le scuole superiori, i gruppi universitari, i sindacati, le organizzazioni di immigrati, i singoli cittadini oltre che naturalmente le istituzioni pubbliche, le associazioni e le ong di volontariato. Bolzano si inserisce in realtà in un viaggio ideale ancora più ampio che la WSA ha intrapreso nel 2005 toccando la scorsa primavera le città di Padova e di Trento. Se nelle prime due tappe ha affrontato i temi della comunità e della democrazia, l'economia delle due Americhe e in particolare l'economia femminile nel continente sudamericano sarà il filo rosso che condurrà le due giornate dell'edizione bolzanina. Il 2005 infatti è l'anno proclamato dalle Nazioni Unite del microcredito, e in America Latina assistiamo al diffondersi di forme di produzione familiari o comunitarie, accompagnate da nuove forme di partecipazione politica e sociale ove le donne rappresentano il motore e la forza di cambiamento. "Volevamo dare una possibilità concreta di lavoro alle persone disabili nel Salvador, nel 1981, periodo in cui l'handicap era ancora tabù e i media non ne parlavano" - racconta Eileen Giron Batres, salvadoregna, lei stessa disabile, una delle ospiti alla conferenza di venerdì sera dal titolo "Economie al femminile" - "E così è nata Acogipri, la nostra cooperativa di disabili per i disabili, che oggi sostiene i suoi soci nella ricerca di un lavoro ed interviene nei piani di urbanizzazione garantendo che i nuovi edifici siano privi di barriere architettoniche". "Libere Americhe - Freies Amerika" vuole dunque soffermarsi più sulle "buone pratiche" che sulle lotte che hanno caratterizzato l'America Latina. Vuole essere un'occasione per riflettere sui cambiamenti cui assistiamo, sul rafforzamento della società civile latino-americana, che sta ottenendo spazi maggiori per esprimere la propria voce, non solo grazie all'azione di nuovi interlocutori politici e istituzionali ma anche grazie ai propri movimenti dal basso alimentati da un inedito senso della comunità e da una democrazia partecipata. E sceglie per questo la voce della donna. |