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Diritti e donne
DONNE E DIRITTI


Ancora oggi quasi l'intero sistema produttivo africano,ruota essenzialmente intorno allo scambio di bestiame, e il matrimonio è tuttora uno dei principali strumenti per acquisirlo. La nascita o l'ampliamento di una famiglia sono infatti sanciti dal passaggio di proprietà di una certa quantità di bestiame portata dal marito al padre della sposa. L'acquisizione di bestiame rappresenta un importante obbiettivo sociale, e la quantità di bestiame accumulata dall'unità produttiva determina la sua forza e la sua posizione sociale.
Il meccanismo descritto è alla base della vasta rete di legami parentali e di connessioni tra i vari nuclei familiari o tribali che costituiscono la struttura portante della società africana tradizionale. Tale processo è, ed era, regolato dal controllo dell'uomo sulle capacità produttive e riproduttive della donna e viene sancito, appunto, dallo scambio donna-bestiame, descritto dagli antropologi come il "prezzo della sposa" (brideprice). Da questo si evince che il ruolo sociale della donna è quello di esprimere l'adempimento dei propri compiti di lavoro domestico e della produzione agricola all'interno dell'unità familiare del marito; mentre la fertilità garantisce nuova forza lavoro, quindi, benessere futuro per l'unità produttiva. Disobbedienza e sterilità consentono alla famiglia acquisita, la richiesta della restituzione del bestiame, oppure la sostituzione della donna sterile con un'altra fertile. La capacità riproduttiva della donna costituisce il principale strumento per creare ricchezza e il suo controllo è, quindi, rigidamente gestito dai vari nuclei di appartenenza (genitori prima,marito poi) in quanto ha da sempre rappresentato il modo di mantenere lo status sociale. In questa situazione sociale si inserisce la questione delle mutilazioni sessuali femminili, laddove tale pratica viene effettuata sulle donne.
E' da chiarire da subito che, le Mgf ( Mutlizione dei Genitali Femminili, citazione usata dall'OMS), non appartengono a nessun credo religioso e tantomeno a quello Islamico, così tanto usato per connotare radici pseudo religiose del fenomeno. Gli interventi più o meno invasivi sull'anatomia femminile e quindi la possibilità di esercitare un controllo sessuale, produce (o cerca di produrre) la certezza di purezza, di verginità e di obbedienza della donna, che in tal modo è pronta a svolgere il suo ruolo sociale.Circa 140 miloni di donne sono state sottoposte a pratiche escissorie ed ancora oggi 2 milioni di donne, si dice, sono a rischio in Africa.

Maryan Ismail.
Presidente Associazione Donne In Rete

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