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WSA2018 22

Nel quinquennio 2017-22, Word Social Agenda si aggancia ai nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’ONU nel 2015. Questi obiettivi si configurano come delle linee guida programmatiche per le azioni da intraprendere entro il 2030 a livello globale. Cinque sono i pilastri sui quali sono innestati i diciassette obiettivi di cui si compone l’agenda.

Ognuno di essi è espresso attraverso una parola che inizia la lettera P: partnership/partenariato, planet/pianeta, people/persone, prosperity/prosperità, peace/pace.

Le cinque P raccolgono la sfida della sostenibilità che le Nazioni Unite hanno deciso di lanciare al mondo intero. Esse sono tra loro legate e la loro interazione rappresenta il presupposto per la realizzazione di ognuno degli obiettivi.

World Social Agenda ha scelto di riflettere ogni anno su una delle cinque “P” prevedendo di indagare quegli obiettivi specifici di sostenibilità più aderenti al suo significato:

I anno (2017-2018): Partnership, si intende un meccanismo di collaborazione volto ad aumentare lo spirito di solidarietà globale finalizzato in particolare ai bisogni delle persone che vivono situazioni di povertà e vulnerabilità.

II anno (2018-2019): Planet, il pianeta deve essere protetto dal degrado attraverso un consumo ed una produzione consapevoli, gestendo le sue risorse naturali in maniera sostenibile, in modo che esso possa soddisfare i bisogni delle generazioni presenti e di quelle future.

III anno (2019-2020): People, ogni persona deve essere messa nelle condizioni di poter realizzare il proprio potenziale con dignità ed uguaglianza in un ambiente sano.

IV anno (2020-2021): Prosperity, tutte le persone devono poter godere di vite prosperose e soddisfacenti all’interno di un progresso economico, sociale e tecnologico in armonia con la natura.

V anno (2021-2022): Peace, le società pacifiche, giuste ed inclusive sono società libere dalla paura e dalla violenza; non ci può essere sviluppo sostenibile senza pace, né pace senza sviluppo sostenibile.

“Trasformare il nostro mondo”. Così inizia il preambolo della dichiarazione dell’ONU sui nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile del 2015 da raggiungere entro il 2030. Ma verso quale direzione pensiamo questa trasformazione? In che modo vogliamo trasformare?

Secondo l’ONU sarà un “viaggio collettivo, in cui “nessuno verrà trascurato”. Questa indicazione di metodo è preziosa e politicamente sensibile perché inclusiva. L’attenzione è da porre sul fatto che quel qualcuno non può essere inteso solo come mero portatore di bisogni bensì come soggetto attivo, risorsa in grado di attivare una trasformazione.

I diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile sono l’esito di un processo allargato, partecipativo, inclusivo realizzato con il contributo di realtà differenti, dagli organismi sovranazionali ai governi ai privati, alle diverse componenti della società.

L’agenda 2015-2030 ha preso in esame quanto la precedente agenda 2000-2015, basata sugli otto obiettivi di sviluppo del millennio, non è riuscita a realizzare. I nuovi obiettivi, quindi, tengono conto dei precedenti, ma ne ampliano alcuni aspetti o ne introducono di non considerati dalla precedente programmazione.

La sostenibilità ritorna ad essere, come negli anni Novanta del Novecento, il faro verso cui tendere. La Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo del 1992 è ribadita nel suo valore e nella sua importanza strategica.

Sono ribadite la Dichiarazione universale dei diritti umani e la Carta delle Nazioni Unite che oltre al riconoscimento e alla difesa dei diritti pongono le basi per la partecipazione, intesa come esercizio della democrazia popolare e rappresentativa, della collaborazione e del lavoro di rete, dell’empowerment e dell’emancipazione volte al governo del bene comune.

A Rio, nel 1992, era stata posta molta enfasi sul concetto della sostenibilità legata al diritto ad una vita sana e produttiva in armonia con la natura e al diritto allo sviluppo sostenibile che “deve essere realizzato in modo da soddisfare equamente le esigenze relative all'ambiente ed allo sviluppo delle generazioni presenti e future”. A distanza di oltre vent’anni questi principi vengono posti quali premesse fondanti il lavoro da fare insieme, a livello globale, nei prossimi anni per realizzare i diciassette obiettivi per lo sviluppo sostenibile.

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I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU