Il 2008 segna un nuovo punto di svolta per la WORLD SOCIAL AGENDA con un filo conduttore preciso: gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite (Millenium Development Goals).
L'agenda mondiale è chiara ed è quella sancita nel 2000 da 189 paesi fra cui l'Italia che sottoscrissero la "Dichiarazione del Millennio": una responsabilità non soltanto nei confronti dei rispettivi popoli, ma verso l'intera specie umana, attraverso una serie di ambiziosi propositi da conseguire entro il 2015 per “eliminare la povertà e rendere il diritto allo sviluppo una realtà per tutti”.
E' con questa agenda, iniziando nel 2008 con l'ottavo obiettivo – "Creare un Partneriato Globale per lo Sviluppo" - che la World Social Agenda si cimenta in un nuovo percorso che vuole consolidare il dialogo tra società civile, istituzioni e mondo economico. Un viaggio a ritroso verso il 2015 sino al raggiungimento del primo obiettivo: sradicare la povertà estrema e la fame. L’idea di rovesciare l’ordine degli obiettivi e di affrontarli in una sorta di conto alla rovescia nasce in quanto l’ottavo obiettivo suggerisce un “metodo di azione” che dovrebbe servire al raggiungimento degli altri obiettivi. E’ la condizione senza la quale tutti gli altri rischiano di non essere rispettati.
Le proposte nel corso dell’anno sono molteplici e sono rivolte alle scuole, alla società civile, agli enti locali. |