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3. Pace e cooperazione internazionale

Cooperare vuol dire letteralmente operare insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune. In un’ottica transnazionale, la cooperazione è quell’insieme di relazioni che un paese e tutti i soggetti che al suo interno operano intrattengono con un altro paese e/o con le diverse società civili.

La cooperazione internazionale allo sviluppo è uno strumento di politica estera, “parte integrante e qualificante” del meccanismo delle relazioni internazionali dell’Italia e contribuisce in maniera sostanziale al perseguimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Se ne occupa il Ministero degli Esteri italiano e della cooperazione internazionale attraverso l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (AICS) attiva dal 2016.

È a partire dal secondo dopoguerra con i piani di ricostruzione post-bellica e la creazione del sistema delle Nazioni Unite, che il concetto di cooperazione internazionale si sviluppa a livello mondiale. Essa si traduce concretamente in “aiuto pubblico allo sviluppo” (APS) che rappresenta buona parte dei flussi. Esso è definito dal DAC (Development assitance committee), cioè il Comitato per l’aiuto allo sviluppo, un forum di discussione istituito presso l’OECD, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico:

risorse finanziarie pubbliche, sottoforma di doni o di prestiti a tasso agevolato, e/o assistenza tecnica con il principale obiettivo di promuovere lo sviluppo economico e il benessere dei paesi in via di sviluppo.

Buona parte di queste risorse viene destinata in particolare all’Africa sub sahariana e al Medio Oriente, ma anche i paesi in conflitto o in situazioni di post-conflitto e ricostruzione appaiono tra i beneficiari. La cooperazione internazionale è plurale.

Si suddivide sulla base del tipo di risorsa che viene trasferita in cooperazione finanziaria (quando ad essere trasferiti sono doni e crediti), materiale (come gli aiuti alimentari) o tecnica (capacità operative, attrezzature, esperti). Ma anche sulla base del canale attraverso il quale avviene il quale viene gestita la cooperazione: bilaterale (rapporto diretto tra Paese donatore a Paese beneficiario), multilaterale (dal paese donatore ad un organismo multilaterale come l’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale, le Agenzie delle Nazioni Unite, la Banca Mondiale, ecc.) e multibilaterale (quando l’intervento è deciso e finanziato a livello bilaterale, ma gestito ad un organismo multilaterale).

Oltre all’aiuto pubblico allo sviluppo, sempre più importante è il contributo privato, cioè donazioni e interventi senza scopo di lucro effettuati da organizzazioni non governative (ONG) e altri enti no-profit che sono diventati negli ultimi decenni attori chiave nelle politiche e nelle pratiche di cooperazione.

A questi attori, negli anni Novanta del secolo scorso, si sono aggiunti anche gli enti locali (Comuni, Province, Regioni) che rivestono un ruolo determinante nella cooperazione decentrata, approccio che si traduce in un intreccio interessante di competenze e risorse tra ONG, altri soggetti della società civile e amministrazioni locali.

Tutti questi diversi attori, a scale differenti, popolano il vasto universo della cooperazione, impegnati, a vario titolo e con differenti strumenti a seconda delle risorse di cui dispongono, nella realizzazione di progetti di assistenza, di sviluppo umano integrato e sostenibile, di attività di educative e di utilità sociale e di campagne di sensibilizzazione.

Al centro della missione plurale della cooperazione internazionale di oggi resta la costruzione di percorsi di cambiamento e miglioramento delle condizioni di vita a livello globale, garantendo diritti e dignità a tutte le persone. È costruzione di relazioni, di scambi, di reciprocità per contribuire a realizzare un futuro inclusivo di giustizia sociale per tutte e tutti. La cooperazione internazionale lavora affrontando le problematiche delle disuguaglianze e dell’iniqua distribuzione delle risorse attraverso un lavoro integrato sulla complessità dei fattori di sviluppo tra cui la sanità, l’educazione e la formazione, l’alimentazione, la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse e il contrasto ad ogni discriminazione.

La cooperazione internazionale si occupa anche di interventi di emergenza diretti a far fronte e riportare a normalità situazioni di pericolo o di forte bisogno delle popolazioni, dovute ad eventi naturali calamitosi, conflitti e guerre, epidemie o a situazioni di grave carenza che compromettano il soddisfacimento dei bisogni primari essenziali delle popolazioni colpite, avendo riguardo all’eccezionalità e all’imprevedibilità delle cause che hanno prodotto la situazione di emergenza. Si opera attraverso la ricostruzione di infrastrutture, servizi ospedalieri, scuole e attività educative, sostegno psicosociale per le vittime e programmi di informazione come nei campi allestiti per ospitare chi fugge da situazioni di pericolo. Si tratta di interventi svolti con progetti che spesso agiscono in collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite o altre agenzie internazionali. Alla fase dell’immediato soccorso, cioè dell’assistenza emergenziale, segue generalmente una fase di lavoro finalizzata a garantire o ripristinare adeguate condizioni socio-economiche e di sicurezza delle popolazioni e si opera verso la creazione di una situazione di post-emergenza, finalizzata a favorire la transizione verso lo sviluppo a medio e lungo termine. Intervenire nell’emergenza ci ricorda che la solidarietà è un valore essenziale da promuovere per costruire una società basata sui diritti per ogni essere umano.

Non da ultimo la cooperazione internazionale si occupa anche di educazione in quanto la vita dell’umanità è oggi più che mai interdipendente e globalmente interconnessa. È pertanto nell’educazione alla cittadinanza globale che la cooperazione investe parte delle sue risorse al fine di incoraggiare persone e comunità a godere dei propri diritti e ad assumersi le proprie responsabilità.

La cittadinanza globale, come definito dall’ UNESCO nel Global Citizenship Education: Topics and Learning Objectives (2015), si ispira al sentimento di appartenenza ad una grande comunità e ad una umanità comune, mettendo l’accento sull’interdipendenza politica, economica, sociale e culturale, e sull’interconnessione tra la dimensione locale, nazionale e mondiale.