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Il Terzo Obiettivo nel mondo: lavoro
La quota di donne salariate nel settore non agricolo ha avuto un tasso di incremento molto lento: dal 35% del 1990 al 40% del 2010.La parità risulta in via di raggiungimento nei Paesi ad economie avanzate e nelle regioni del Caucaso e dell’Asia centrale. Rispetto agli uomini, le donne continuano ad occupare percentuali minime del mercato lavorativo salariato: solo il 20% circa delle donne in Asia occidentale e meridionale ed in Africa settentrionale è impiegata in un settore diverso da quello agricolo e riceve una retribuzione. In generale, pur entrando con le stesse abilità, competenze e livelli educativi, le donne faticano a raggiungere ruoli dirigenziali e decisionali; infatti, il 75% delle donne è impiegato in lavori scarsamente remunerati, meno produttivi e alla piccola scala nei settori alimentare, dell’abbigliamento e dei servizi. È il settore informale quello che registra la maggiore partecipazione femminile, una forma economica per sostenere il reddito familiare e per far fronte alle discriminazioni dell’economia formale retta dalle logiche del mercato. Ciò significa, però, che percentuali molto elevate di donne, anche l’80% in paesi come Mali, Zambia, India e Madagascar, lavorano in totale assenza di protezione sociale, indennità lavorative come congedi di maternità, di malattia, ecc. |
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