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1 Il secondo obiettivo

"Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono cambiare il mondo" (tratto dal discorso di Malala Yousafzai all'assemblea dell'ONU dei giovani, New York, 12 luglio 2013; leggi il testo del discorso qui)

 

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Nella sua versione ufficiale, in lingua inglese, l’obiettivo recita “Achieve Universal Primary Education”, cioè assicurare l’istruzione primaria universale.

La traduzione italiana ufficiale di “education” in “istruzione” può essere fuorviante. “Education” comprende sia l’istruzione - trasmissione di dati cognitivi presuntivamente ‘neutri’ – sia l’educazione quale processo più ampio che insieme con i blocchi cognitivi della storia, del latino, della fisica, ecc., propone valori ed opera per la loro volontaria interiorizzazione da parte dei discenti. Il tradizionale modo di concepire l’istruzione scolastica è per così dire sospettoso nei riguardi dei valori. L’educazione non teme di contaminarsi da valori, non sarebbe educazione se avesse questo timore. Ma quali valori per quale educazione finalizzata a quali obiettivi? (Tratto da Commento del prof. Antonio Papisca, Cattedra UNESCO “Diritti umani, democrazia e pace” presso il Centro interdipartimentale sui diritti della persona e dei popoli dell'Università di Padova, sull’Articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani, leggi qui

L’istruzione è un diritto fondamentale che comprende il diritto all’istruzione primaria gratuita e obbligatoria e le pari opportunità di accesso all’istruzione secondaria, tecnica, professionale e superiore.

La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948, poco dopo il termine del secondo conflitto mondiale, lo sancisce come uno dei diritti fondamentali ed inalienabili della persona, consiglia la gratuità e obbligatorietà dei livelli fondamentali e l'accesso, su base di merito, ai livelli d’istruzione superiori, insistendo sul ruolo dell’istruzione nel rispetto dei diritti e delle libertà umani.

L’articolo 26 della dichiarazione recita così (fonte, vedi qui):

Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria.L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.

L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli.

Questi principi sono fatti propri da molte costituzioni dei Paesi europei, tra cui quella italiana (vedi capitolo 5 di questo dossier).

Molti bambini e bambine continuano però a subire diffuse violazioni di questo diritto; molte sono le diseguaglianze nell’accesso all’istruzione tra Paesi e all’interno degli stessi tra classi sociali, tra gruppi religiosi, tra maschi e femmine (vedi terzo obiettivo sulla parità di genere), tra zone urbane e zone rurali. Queste disuguaglianze sono legate a fattori ed a circostanze non sempre direttamente controllabili dalle persone, come il gruppo etnico di appartenenza o la provenienza geografica o la religione delle famiglie d’origine, un conflitto armato o una calamità ambientale, ma che esercitano un ruolo determinante nel modellare le opportunità educative di ognuno ed ognuna (per indagare queste disuguaglianze e comparare tra loro i diversi Paesi, prova ad utilizzare la banca dati WIDE – World Inequality Database on Education , strumento per monitorare lo stato di avanzamento del movimento EFA - Education for All – coordinato dall’UNESCO).

Il secondo obiettivo di sviluppo del millennio stimola i governi, il settore privato e la società civile ad attivare misure e programmi che garantiscano il raggiungimento dell’istruzione primaria per tutti nella consapevolezza che questo significa molto più del pieno tasso di iscrizione. Istruzione primaria significa istruzione di qualità, apprendimento degli alfabeti di base (leggere, scrivere e contare), conseguimento del titolo senza ritardi e senza abbandoni.

Istruzione primaria significa, inoltre, rifondare una scuola che offra formazione rivolta al futuro, ma anche trasmissione dei valori fondanti la cittadinanza. Il rapporto Delors del 1996 privilegia il percorso educativo del futuro cittadino su quello funzionale rivolto al futuro lavoratore (pur senza tralasciarlo) e affida alla scuola il compito di promuovere quattro tipi fondamentali di apprendimento, i “quattro pilastri”: imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere insieme, imparare ad essere (per un approfondimento di questi contenuti vedi paragrafo 3.2 di questo dossier).

A sostegno del secondo obiettivo di sviluppo del millennio, c’è la convinzione che l’istruzione sia il maggiore acceleratore per lo sviluppo umano. In occasione di un incontro sugli obiettivi di sviluppo nel settembre 2010, l’UNESCO dimostrò come i rapidi successi nel campo dell’istruzione potessero influenzare il raggiungimento di tutti gli altri obiettivi (vedi la presentazione Education Counts qui).


 

Mi sono soffermata su due parole, che spesso, erroneamente, vengono considerate sinonimi: educazione e istruzione. Mi sono chiesta se una può sussistere senza l’altra…credo proprio di no…e in questa risposta rivedo la mia quotidianità, in classe, con i miei allievi… Impossibile slegare le due cose: credo che nella semplice trasmissione di conoscenze ognuno di noi metta la propria esperienza, il proprio essere, il suo modo di vivere le relazioni, i propri valori, la voglia di condivisione e confronto. Questo penso stimoli i cambiamenti, lo sviluppo della capacità critica, il confronto delle idee… Non so se siamo sempre consapevoli di ciò e del potenziale enorme che abbiamo tra le mani nel ruolo di insegnanti… Ma non posso fare a meno di riflettere sul fatto che il tutto parte comunque dal saper leggere, scrivere e far di conto… “armi” queste potenzialmente pericolose perché rendono l’uomo libero. E a questo proposito mi ha rincuorato la lettura del discorso di Malala Yousafzai all’assemblea dell’ONU dei giovani, a New York, il 12 luglio 2013, quando dice: “Il potere dell’educazione li spaventa (riferito ai talebani). Hanno paura delle donne. Il potere della voce delle donne li spaventa. Questo è il motivo per cui hanno ucciso 14 studenti innocenti nel recente attentato a Quetta. Ed è per questo che uccidono le insegnanti donne. Questo è il motivo per cui ogni giorno fanno saltare le scuole: perché hanno paura del cambiamento e dell’uguaglianza che porteremmo nella nostra società. Ricordo che c’era un ragazzo della nostra scuola a cui un giornalista chiese: “Perché i talebani sono contro l’educazione dei ragazzi?”. Lui rispose molto semplicemente: indicò il suo libro e disse: “I talebani non sanno cosa c’è scritto in questo libro”.  Diventa allora fondamentale il secondo obiettivo del millennio, anche se arrivasse “solamente” a diffondere istruzione…  Non credo si limiterà a ciò!! (Un'insegnante)