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1 Partecipazione

quarto stato

Il quarto stato, 1901, Giuseppe Pellizza da Volpedo. Olio su tela 293×545 cm, Museo del Novecento, Milano

 

Letteralmente significa prendere parte ad un’azione. Esserci innanzitutto; anche se questa è condizione necessaria ma non sufficiente. Partecipare, invece, svela la possibilità di influenzare e decidere nella relazione fra soggetti appartenenti alla comunità.

Il coinvolgimento di questi soggetti è un presupposto importante per il processo perché attiva pratiche di riconoscimento e legittimazione dei soggetti stessi e del contesto comunità. Interagendo nella relazione i soggetti hanno l’opportunità di scoprire le reciproche aspettative, nonché le norme della comunità, le regole che ne governano i meccanismi di funzionamentoConoscere, prendere coscienza delle norme del luogo dove si vive è fondamentale perché facilita l’incontro e la scoperta delle possibilità di interazione.

Il processo partecipativo, quindi, è tale se dal solo essere presente in una comunità o abitare un luogo,  la persona riesce ad assumere un ruolo che, in un modo o nell’altro, la porta a contare nella presa di decisione che riguarda quella comunità o quel luogo.

In questo modo si possono esprimere i problemi, elaborare le soluzioni e cercare di promuovere lo sviluppo del senso di appartenenza al luogo e alla comunità plurale che lo abita.

Il processo partecipativo è però  esigente. Non basta esserci e non basta esprimere un bisogno o un problema. Se vengono espressi solo i problemi, ma non viene esercitata alcuna influenza e le persone vengono escluse dal processo di decisione, siamo di fronte ad un vizio della partecipazione. È su questa esclusione, ad esempio, che si rinforza la credenza dell’inutilità dell’espressione o della partecipazione, tanto “quelli che contano hanno già deciso”.

È su questa esclusione però che si pensa di poter far leva per riattivare le condizioni per lo sviluppo del senso di responsabilità o di proprietà rispetto al problema, per abilitare le competenze a partecipare, per far percepire alle persone che hanno un potere, per accrescere il senso di appartenenza alla comunità.

Partecipare infatti significa aumentare lo spazio di possibilità di influenzare, cambiare, trasformare la realtà o le realtà alle quali si appartiene. Si tratta di un sentimento di controllo rispetto alla propria situazione, al proprio contesto di vita. È la capacità percepita o effettiva di influenzare le decisioni. È una modalità per accrescere il proprio potere.

Il controllo dei processi decisionali richiede anche la conoscenza e comprensione delle strutture e degli attori in gioco, delle regole delle relazioni, nonché la capacità di agire, che si costruisce non essendo innata. A livello personale, quindi, ognuno di noi ha bisogno di occasioni per diventare attivo/a nel processo decisionale in modo da migliorare il proprio spazio di vita. 

#partecipazione #regole #comunità #decisione

Per Approfondire

Leggi il libro di Frei Betto e Luigi Ciotti, Dialogo su pedagogia, etica e partecipazione politica, Edizioni Gruppo Abele, 2004

Vedi il film Invictus, di Clint Eastwood, USA, 2009

Ascolta la canzone Libertà di Giorgio Gaber, tratta dall’album “Dialogo tra un impegnato e un non so”, 1973 (leggi il testo qui)