icona_youtubefacebook

3 Bene Comune

ambrogio lorenzetti effects of good government in the city google art project

Effetti del buon governo in città, 1337-40, Ambrogio Lorenzetti. Affresco, 296x1398 cm. Palazzo Pubblico, Siena

 

I beni comuni, in inglese conosciuti come commons, terra, aria, acqua, foreste ma anche istruzione, sanità, ecc. rappresentano la ricchezza collettiva materiale ed immateriale, cioè il patrimonio sul quale l’umanità tutta può esercitare i medesimi diritti. Per essi si lotta, soprattutto laddove non sono garantiti a tutti o il loro accesso è limitato o negato ad alcuni. Essi mettono in campo modelli di gestione legati alla democrazia diretta, alla compartecipazione e alla presa di decisione collettiva.

Ci sono i beni comuni, ma c’è anche il bene comune che è un concetto molto più largo del singolare di beni comuni, cioè rappresenta molto più della semplice somma dei differenti beni comuni. 

Esso rappresenta una tensione, l’orizzonte relazione a cui ogni società guarda, mai definitivo, sempre in cambiamento insieme ai soggetti che lo vivono. È scopo della politica perseguirlo. Non deve diventare mera locuzione, contenitore semantico vuoto, né ideologia.

Il bene comune è una visione di società da inseguire e declinare nelle differenti sfaccettature che ogni singola realtà territoriale presenta sulla base di regole, ordinamenti, valori che sono peculiari ad ogni ambito come la cultura, il lavoro, la salute, la sicurezza, ecc.

Partiamo dal presupposto che ogni essere umano sia dipendente dalle condizioni sociali, economiche, politiche ed istituzionali dell’ambiente in cui vive. Da queste dipende infatti la capacità della società di garantire giustizia, benessere, realizzazione delle aspirazioni di ognuno.

Ma qual è il bene comune? Individuarlo non è sicuramente facile e ammettendo che si riesca a farlo sono poi da definire gli elementi essenziali di cui si compone i quali devono essere declinati all’interno di ogni ambito di vita.

Il bene comune diventa un insieme di condizioni che consentono ad ogni persona di esprimere al massimo le proprie potenzialità e il proprio essere persona: è quindi qualcosa di comune a tutti e tutte.

Il bene comune è un trampolino per ognuno, non una trappola o una gabbia in cui l’individuo si sente schiacciato dal peso del collettivo e della moltitudine che lo priva della sua individualità e, quindi, della sua libertà. Al contrario, nel bene comune ogni individuo si apre e tende ad un noi plurale che lo arricchisce, che gli consente di diventare comunità.

In questo senso, il bene comune non è neppure la somma dei beni di ogni individuo, di cui poi si appropriano i singoli, bensì l’esito di un processo collettivo in cui ognuno sviluppa un sentimento di proprietà collettiva e quindi di responsabilità, esito di un’interazione e di un influenzamento reciproco.

Chi lo garantisce il bene comune se non la politica, pensiero e prassi che gestisce la ricchezza collettiva? Essa necessita di strutture e strumenti coerenti, tra cui le norme e la giustizia senza le quali non ci potrebbe essere né ordine né felicità. Se teniamo conto dei principi sopra enunciati, in un contesto sociale inteso come rete di relazione in cui proprietà e responsabilità sono collettive, ogni singola azione, positiva o negativa che sia, non può rimanere isolata, ma ripercuote i suoi effetti sull’ambiente circostante.

Il bene comune consente ad ognuno e a tutti di sentirsi parte di una storia comune, senza esclusioni o senza doversi nascondere; tutti, in particolare gli ultimi, chi solitamente sta ai margini.

Il bene comune è la piazza delle aspirazioni, dove i sogni individuali si confrontano con quelli della società e diventano patrimonio di molti. 

#partecipazione #comunità #ricchezza #storiacomune #aspirazioni

 

Per approfondire

Leggi il libro di Noam Chomsky e Massimiliano Manganelli, Tre lezioni sull'uomo. Linguaggio, conoscenza, bene comunePonte alle Grazie, 2017 

Vedi il film Qui, di Daniele Gaglianone, Italia, 2014 (approfondisci e guarda)