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5 Regole

torino e suoi dintorni 027

Allegoria della Giustizia, seduta su un leone, con la spada nella mano sinistra e la bilancia nella mano destra, 1852, incisione; fonte: Guglielmo Stefani, Domenico Mondo. Torino e suoi dintorni. Guida storico-artistica, amministrativa e commerciale Torino, Carlo Schiepatti, 1852, p. 134. 

 

Stare insieme senza regole è impensabile, meglio impossibile. Regole e comunità sono le due facce della stessa medaglia. Da dove nascono le regole? Regole e leggi trovano il loro fondamento nella giustizia che non passa solo per i tribunali e un sistema di gestione delle controversie, ma è soprattutto un’aspirazione, un principio di fondo dello stare insieme verso il quale tendere.

Quindi, giustizia può indicare un complesso di regole pensate per poter convivere. Esse non sono divine, né naturali, ma emanazione di un preciso progetto sociale, sono costruzioni e dipendono dalla visione delle società che le produce e dal modo di intendere le relazioni umane.

Ci sono società verticali, basate sulla selezione e sull’esclusione; in esse non trovano posto i deboli, i diversi, quelli che non rispondono adeguatamente ad un progetto sociale che prevede che siano i più forti, i più bravi, i più furbi a dominare. La persona è strumentale allo sviluppo e la sua legittimazione dipende dalla sua posizione nella gerarchia che viene tutelata dalla giustizia stessa. 

Le società orizzontali, invece, non si basano sulle gerarchie, ma sull’idea inclusiva che ogni persona contribuisca al progredire della società perché, a prescindere da caratteristiche fisiche, abilità cognitive, appartenenza sociale o altro, è un valore, ha dignità. Si tratta di una società in cui la giustizia serve a tutelare i diritti fondamentali: la “legge è uguale per tutti”, non significa che siamo tutti uguali, ma che in condizioni analoghe, dobbiamo essere trattati tutti e tutte allo stesso modo.  Se a fondamento della società orizzontale ci sono i diritti individuali e sociali, è fondamentale che la stessa società crei delle limitazioni all’esercizio di tali diritti in modo che l’esercizio di tali diritti non entri in contrasto con quelli degli altri.

Sono quindi necessarie un’informazione trasparente e un vigile controllo del funzionamento sociale perché ad ogni persona sia permesso di partecipare e di prendere decisioni.

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Per approfondire

Leggi Gherardo Colombo, Sulle regole, Feltrinelli, 2008

Vedi I quattrocento colpi, film di François Truffaut, Francia, 1959