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2 Comunità

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And then there was you, 2012, Norval Morrisseau. Acrilico su tela, 60x60), studio Norval Morrisseau

 

Comunità è un termine che più di altri si presta ad una molteplicità di interpretazioni e significati. Questa sua pluralità semantica definisce anche le diverse configurazioni che la comunità assume a seconda del contesto, del ruolo, degli attori che la vivono. Alcuni elementi sono però comuni alle diverse esperienze di comunità, perlomeno ad una prima superficiale osservazione.

La chiusura, spesso connessa ad un’idea di protezione e sicurezza.

L’omogeneità e somiglianza delle sue componenti, elementi dai quali si presume un facile riconoscimento e un quasi innato senso di appartenenza.

L’aderenza tra struttura comunitaria e spazio geografico, dalla quale si possa dedurre un legame “naturale” tra la comunità e il “suo” territorio.

La coerenza tra comunità ed identità, presumendo che ad una comunità corrisponda un’unica identità.

Proviamo ad entrare in una comunità avente le caratteristiche sopra riportate. L’analisi di dettaglio, ravvicinata, attenta è foriera di scoperte interessanti.

La comunità vive anche di contaminazioni, più o meno percepite, visibili, quindi è più aperta di quanto si supponga. Al suo interno si scoprono differenze non prima considerate, anche tra chi condivide delle presunte origini culturali comuni; non è così omogenea come voleva sembrare; è un mosaico non sempre armonico; c’è chi pur apparendo simile è escluso, sta ai margini.

Se guardiamo alle comunità che vivono senza una radice territoriale, come quelle virtuali, esse riescono a creare senso di appartenenza, che tramuta in alcuni casi in dipendenza.

Non è unica né univoca perché composta da identità molteplici.

La comunità, infatti, non è data, si inventa, si costruisce, si trasforma: è l’esito di un processo sociale. È quindi necessario ripensarla perché attore vitale del meccanismo di costruzione di ogni sistema sociale, bisognoso di relazioni come ogni essere biologico, sofferente nei confronti dell’individualismo e dell’indifferenza verso l’altro, proiettato verso il bene di tutti.

Comunità quindi non può essere solo lo sfondo delle azioni dell’individuo o della società. Comunità non è neppure e solo risorsa da utilizzare in caso di bisogno.

La comunità è soggetto e oggetto di intervento; è un processo che si costruisce nell’interazione tra soggetti e tra soggetti e il loro ambiente.

È il luogo della vita, quella privata e quella sociale, scolastica, lavorativa; è il luogo dove si esprimono i bisogni, i problemi, dove si tacitano o si esplicitano i conflitti; è anche il luogo dell’emarginazione, dell’esclusione. Perché ogni comunità ha i suoi luoghi al centro e i suoi luoghi al margine. Questi ultimi sono da attivare, da riportare al centro perché comunità è partecipazione di tutti. Perché periferie e margini sono luoghi aperti su altri luoghi, luoghi la cui funzione è anche quella di riattivare i centri e di permettere la comunicazione.

Quindi, lavorare per sviluppare la comunità significa agire per costruire comunità competenti, cioè soggetti che sono fonte di soluzione collettive a problemi definiti dall’interno e non dall’esterno, per creare luoghi dove nessuno è escluso.

#comunità #relazioni #appartenenza #identità #inclusione

Per approfondire

Leggi il libro di Martin Buber, Sentieri in utopia. Sulla comunità, Marietti Editore, 2009 

Vedi il film La zona di Rodrigo Plà, Spagna, Messico, 2007