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4.1 Kenya

James Njoroge (insegnante ed educatore; vice direttore presso St. Martin CSA di Nyahururu) ha accettato di rispondere ad alcune domande che mirano ad approfondire i punti di forza e di debolezza del sistema educativo keniano, la questione del legame tra l'educazione tradizionale e quella di matrice britannica, le prospettive future. L'intervista è di ottobre 2013. All'intervista segue una breve descrizione della storia della scuola in Kenya.

S.B.: Puoi dirci qualcosa sulla tua esperienza in e con la scuola?

J.N.: I studied education and extension in the university between the years 1989 and 1992. After that I joined the teaching profession as a High school teacher from 1993 to 2004 for twelve years. My experience as a teacher was very interesting. I learnt leadership and counseling and became increasingly better at relationship with students while making good academic achievements. I can say that I am in love with the profession and have a lot of zeal at making things better in the school for our children. I hereby give my opinion on the questions that you ask. Mine is not an expert opinion but my sincere feelings.

Ho studiato scienze dell'educazione e proseguito all'università negli anni tra il 1989 e il 1992. Dopo ho iniziato ad insegnare come insegnante di scuola superiore dal 1993 al 2004 per dodici anni. La mia esperienza come insegnante è stata molto interessante. Ho imparato la gestione della leadership e il counceling e ho notevolmente migliorato le relazioni con gli studenti oltre che conseguire buoni risultati accademici. Posso dire che sono innamorato della professione e che metto molto zelo nel fare meglio le cose nella scuola per i nostri ragazzi. Qui darò la mia opinione sulle questioni che mi domandi. La mia non è un'opinione esperta, ma i miei sinceri sentimenti.

S.B.: Sull'influenza del periodo coloniale nell'educazione: cosa significa per un paese avere un sistema educativo che è stato pianificato altrove? In che modo il Kenya ha adattato (o non adattato) questo sistema "estraneo" al suo "sistema educativo" (ad esempio quello tradizionale)?

J.N.: The colonial educational systems and practices had the sole purpose of instilling the British discipline, culture and knowledge in the African children. It therefore regarded the traditional practices as primitive and aimed at extinguishing them. The systems therefore laid emphasis on the following:-

a) Neat western style school uniforms to train on modern dress

b) Boarding schools to remove children from their primitive settings for ease of training

c) Use of English as the language of teaching and learning

d) Heavy preoccupation with rules and regulations making the school a disciplined institution.

e) Competition among children and between institutions in order to select the African children who would be best suited to propagate the colonial culture.

Kenyans believed in these practices so much that they kept them intact even after independence albeit with new justifications. No adaptations to the traditional systems were made. Even when local languages were introduced as the learning languages in lower classes, they were not used for long. Hitherto, not much has changed and although the practices are no longer helpful to our children, the persons in charge have not had the will to change things for the better.

I sistemi e pratiche educative coloniali avevano il solo scopo di instillare la disciplina, la cultura e la conoscenza britannica nei bambini africani. Pertanto, le pratiche tradizionali erano considerate primitive e l'educazione coloniale mirava ad estinguerle. Il sistema metteva l'accento sui seguenti punti:

a) accurate divise scolastiche nello stile occidentale per istruire sull'abito moderno

b) collegi o convitti scolastici per togliere i bambini dai loro contesti primitivi e facilitare l'apprendimento

c) uso dell'inglese come lingua di insegnamento ed apprendimento

d) pesante preoccupazione per regole e regolamenti per fare della scuola un'istituzione disciplinata

e) competizione tra bambini e tra istituzione allo scopo di selezionare i bambini africani che sarebbero stati più adatti a diffondere la cultura coloniale

I keniani hanno così creduto in queste pratiche che le mantennero intatte fin dopo l'indipendenza pur venendo meno i presupposti. Non è stato fatto alcun adattamento ai sistemi tradizionali. Anche quando sono state introdotte le lingue locali come lingue di apprendimento nelle prime classi della scuola primaria, non venivano utilizzate a lungo. Finora non è cambiato molto e nonostante queste pratiche non siano più di grande aiuto per i nostri ragazzi, le persone incaricate non hanno avuto la volontà di cambiare le cose per migliorarle.

S.B.: Secondo la tua esperienza di insegnante, quali sono i principali punti di forza e debolezza dell'educazione in passato ed oggi?

J.N.: For the years I worked as a teacher, the education systems and practices in Kenya were more or less the same as they are now and as they were in the previous years. Change is not always a welcome idea in Kenya. For many reasons, Kenyans find excuses for not instituting change and always try to defend the old as good. The major strengths of the systems even today are:-

a) That children conform better to the expectations of the teachers hence teaching can be easier.

b) Schools become easier to run and control because punitive discipline works well.

c) There is generally a situation of greater seriousness among the pupils as they have to compete with each other and their ranks and grades will be made public.

The main weaknesses of the systems are:-

a) Discipline is superficial, only existing in the presence of the teacher.

b) The heavy content is stressful to children and the effects of stress are evident in later years because it inhibits personal development.

c) Children go to school only out of fear and hence have no love for education and its endowments.

d) Competition kills the spirit of cooperation and instills rivalry and individualism which propel impunity and corruption in a nation.

e) Education is not responsive to the current challenges in our society e.g. Ethnic animosity, terrorism, etc.

Per gli anni in cui ho lavorato come insegnante, il sistema e le pratiche educative in Kenya erano più o meno le stesse di oggi e di come erano prima. Il cambiamento non è sempre un'idea benvenuta in Kenya. Per molte ragioni, i keniani trovano delle scuse per non istituire il cambiamento e cercano sempre di difendere il vecchio come buono. I principali punti di forza del sistema anche oggi sono:

a) Che i bambini si adattano meglio alle aspettative degli insegnanti per cui insegnare può essere più semplice.

b) Che le scuole diventano più facili da gestire e controllare in quanto la disciplina punitiva funziona bene.

c) C'è in generale una situazione di notevole serietà tra i bambini in quanto devono competere con gli altri e le loro classifiche e posizioni saranno rese pubbliche.

Le principali debolezze del sistema sono:-

a) La disciplina è superficiale, esiste solo in presenza dell'insegnante.

b) Il contenuto pesante è stressante per i bambini e gli effetti dello stress sono evidenti negli anni successivi in quanto inibisce lo sviluppo personale.

c) I bambini vanno a scuola solo per paura e di conseguenza non hanno amore per l'educazione e le sue implicazioni.

d) La competizione uccide lo spirito di cooperazione e instilla la rivalità e l'individualismo che spinge l'impunità e la corruzione della nazione.

e) L'educazione non è sensibile alle sfide di oggi presenti nella società, ad esempio l'ostilità etnica, il terrorismo, ecc.

S.B.: Se tu avessi l'opportunità di cambiare qualcosa nel sistema educativo, da dove o da cosa ti piacerebbe iniziare?

J.N.: If I were in a position to make changes in our education system I would use the opportunity first to:-

a) Reduce the subject content and increase emphasis on methodology other than content coverage. This would make the children love and appreciate education more and education would uplift their lives in a positive way.

b) I would also reduce emphasis on summative examinations so that the system becomes less examination oriented. Teachers will then adhere more to prescribed teaching materials and methodologies and the students will learn in a more human atmosphere.

c) Reduce hours of school to half day and allow other stakeholders to participate in running extracurricular schools in the afternoons. This will allow children to develop their talents in other social settings where they can play a more participatory role.

Se fossi nella posizione di fare dei cambiamenti nel nostro sistema educativo, utilizzerei l'opportunità innanzitutto per:-

a) Ridurre il contenuto delle materie e aumentare l'enfasi sulla metodologia piuttosto che sul contenuto. Questo consentirebbe ai bambini di amare ed apprezzare di più l'educazione e l'educazione eleverebbe le loro vite in modo positivo.

b) Ridurrei anche l'enfasi sulle verifiche cumulative così che il sistema diventi meno finalizzato all'esame. Gli insegnanti aderiranno maggiormente al materiale e metodologie didattiche stabilite e gli studenti apprenderanno in un'atmosfera più umana.

c) Ridurre le ore scolastiche a mezza giornata e consentire ad altri attori di partecipare alla gestione pomeridiana del curricolo extrascolastico. Questo permetterebbe ai bambini di sviluppare i loro talenti in un altro contesto sociale nel quale possono intervenire con un ruolo più partecipativo.

S.B.: Molte grazie per la condivisione. È molto interessante.

J.N.: Please accept these humble opinions and see if they amount to anything. Do not hesitate to ask for more information if you need. With thanks.

Cortesemente accetta queste modeste opinioni e vedi se portano a qualcosa. Non esitare a chiedere ulteriori informazioni se ne hai bisogno. Grazie.

 

Ciru è la prima della classe a ogni quadrimestre da quando ha cinque anni. L'ultimo quadrimestre ho sorpreso tutti, me compreso, battendo Ekya Shah. Sono diventato il primo della classe. Mi piacciono le cose nuove che facciamo, soprattutto i temi in inglese e la geografia. E poi non ti abbassano il voto per la calligrafia, la mia è orribile. In classe non riesco a concentrarmi, ma leggo tutto ciò che mi passa tra le mani (tratto da Binyavanga Wainaina, Un giorno scriverò di questo posto, 2013, p. 34)


Utendi wa Tambuka ("il canto di Tambuca" o "la storia di Tambuca", detto anche poema di Eraclio) è il titolo di un poema epico in lingua swahili che risale al 1728; esso rivela che i keniani hanno avuto accesso all'istruzione e all'educazione formale fin dal primo Settecento; supposizione confermata anche dai racconti degli esploratori europei, come Johann Ludwig Krapf e Johannes Rebmann, che all'inizio dell'Ottocento videro per la prima volta il Kenya.

L'introduzione della scuola in Kenya, così come viene intesa nell'accezione più comune cioè di luogo preposto all'istruzione, è però legata all'arrivo dei missionari della Church Mission Society (CMS) a fine Ottocento, un gruppo di società evangeliche con una storia di oltre due secoli. Inizialmente giunti a Mombasa, i missionari hanno creato la prima scuola del Paese a Rabai, una cittadina costiera, nel 1846. Attraverso l'apertura della linea ferroviaria Mombasa-Kampala (Uganda), i missionari hanno espanso il loro intervento anche all'interno del Paese, dove la prima scuola è stata inaugurata a Yatta nel 1894 nonostante le resistenze dei Kamba, gli abitanti di quell'area. La penetrazione verso ovest ha portato alla creazione di numerose missioni ed iniziative educative come la scuola di Kaimosi nel 1902. Durante il periodo coloniale, il numero di persone che hanno avuto accesso all'istruzione ha conosciuto un notevole incremento e un buon numero di queste ha avuto l'opportunità di proseguire la propria formazione all'estero.

Il Kenya ha ottenuto l'indipendenza nel 1963 e da allora è iniziata una campagna per l'educazione primaria gratuita. Quarant'anni dopo, il 6 gennaio 2003, il governo ha deliberato la gratuità della scuola primaria per tutte e tutti (leggi l'articolo qui, in inglese). Questo risultato legislativo ha avuto come conseguenza l'aumento delle iscrizioni (dal 61,7% nel 2002 al 74,17% nel 2003, fino a raggiungere nel 2009 l'82,7%), ma ha aperto un vasto dibattito sulla qualità e sull'accessibilità della scuola gratuita. Infatti, frequentare la scuola e imparare, pur essendo complementari, possono anche essere due azioni differenti e separate. L'aumento massiccio delle iscrizioni alla scuola pubblica ha mandato nel caos l'organizzazione e l'offerta scolastica; se a questo si aggiungono l'assenteismo di molti insegnanti, lo scarso potere contrattuale delle famiglie e l'allontanamento e il disinteresse dei genitori si può notare come il nobile principio della gratuità, quando non pienamente compreso, diventi una fonte di fallimento educativo. A questo proposito, è interessante porre l'attenzione sul fatto che dal 2003, in modo apparentemente contradditorio, le iscrizioni alle scuole private sono aumentate dal 4,4% al 10,5% (per approfondire la questione, leggi l'articolo qui, in inglese).

Il sistema scolastico keniano odierno è rimasto molto simile a quello britannico sia per l'organizzazione che per il metodo (per approfondire la riflessione e il dibattito sul sistema scolastico, leggi qui, in inglese).

Nel 1967, insieme all'Uganda e alla Tanzania, con le quali formava la Comunità dell'Africa Orientale (in inglese: East African Community – EAC), il Kenya ha adottato un sistema definito "7–4–2–3", che ha mantenuto anche dopo il 1977, anno in cui l'EAC è andata in crisi.

                    • 7 anni di scuola primaria (dal settimo al tredicesimo anno di età, con alla fine un esame regionale con il conseguimento di un certificato conosciuto come East African Certificate of Primary Education (EACPE), dal 1977 Kenya Certificate of Primary Education (KCPE);
                    • 4 anni di istruzione secondaria (secondary education); con il conseguimento dell'East African Certificate of Education examination (EACE), dal 1977 Kenya Certificate of Education examination (KCE);
                    • 2 anni di istruzione superiore (high school); con il conseguimento dell'East African Advanced Certificate of Education, dal 1977 Kenya Advanced Certificate of Education (KACE);
                    • 3-5 anni di università.

Nel 1985, il Kenya del presidente Daniel arap Moi, ha introdotto una riforma attualmente in vigore che trasforma il sistema scolastico in "8-4-4".

                      • 8 anni di scuola primaria (con il conseguimento del KCPE, Kenya Certificate of Primary Education;
                      • 4 anni di educazione secondaria e il conseguimento del Kenya Certificate of Secondary Education (KCSE);
                      • 4 anni di università (per maggiori dati si veda qui).

L'impronta britannica nel sistema educativo keniano è molto forte; la lingua inglese resta un importante veicolo di codici culturali che non sempre riescono ad amalgamarsi in modo armonico con le molteplici differenze antropologiche e sociali presenti nel Paese e quindi, con i sistemi educativi tradizionali seppur contaminati dalla modernità.