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Focus 4: Nel mondo oggi

 
"Ognuno ha lasciato la sua casa per una ragione o per l'altra. Questo, però, è certo: che nessuno è rimasto nel luogo dove è nato. Incessante è il peregrinare dell'uomo. In un mondo così grande ogni giorno qualcosa cambia: si gettano le fondamenta di nuove città, nascono popolazioni con nuovi nomi,via via che si estinguono quelle che c'erano prima o si incorporano con altre più forti. Ma tutti questi spostamenti di popoli che cosa sono se non esili in massa?"

Seneca, Consolatio ad Helviam matrem 7, 5

 

Le migrazioni sono un fenomeno globale e i migranti sono presenti in tutti paesi del mondo. Di fronte a numeri importanti, nessuno Stato può più sentirsi esonerato da essere parte in causa di un fenomeno globale crescente. Nel 2015 hanno superato i 244 milioni e il dato cresce molto rapidamente. Tra la popolazione migrante, circa 65 milioni sono persone in fuga: oltre 21 milioni rifugiate in uno Stato diverso da quello di nascita, 3 milioni quelle che chiedono asilo, oltre 40 milioni quelle profughe a casa loro, dentro i confini del proprio Paese. I dati sono importanti anche perché ci mostrano che non tutte le persone migranti sono in fuga, non tutte viaggiano senza documenti, non tutte sono costrette a viaggiare in modo irregolare. Il 70% di chi emigra lo fa con i documenti di viaggio in regola e soggiorna regolarmente nel Paese di destinazione.

carta mondo IOM

La carta dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni consente, in modo interattivo, di scoprire i flussi in entrata e in uscita di un Paese e le provenienze di questi flussi. I dati con i quali è stata costruita la carta sono del database statistico delle Nazioni Unite pubblicati nel 2015 e fanno riferimento alla popolazione straniera residente regolarmente in un Paese. Clicca sulla carta (fonte: IOM).

Considerata la rilevanza internazione della questione, il 19 settembre, si è tenuto uno storico vertice, il primo di questo genere, voluto dall’Assemblea delle Nazioni Unite dedicato rifugiati e migranti e finalizzato amigliorare il coordinamento e la cooperazione tra gli Stati nell'affrontare la crisi migratoria e soprattutto rafforzare un approccio fondato sulla tutela degli individui”. Al vertice ha preso parte anche l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), che nell’Assemblea Generale del 26 luglio 2016 era stata ammessa come organizzazione collegata al sistema delle Nazioni Unite.

Nella Dichiarazione di New York, il documento finale del vertice, i rappresentanti degli Stati membri e delle Organizzazioni internazionali hanno dichiarato di “essere oggi testimoni di un livello di mobilità senza precedenti”. La dichiarazione contiene un impegno importante e un’agenda per la sua realizzazione: l’elaborazione di un “global compact”, un accordo globale realizzato attraverso un processo di negoziazioni intergovernative la cui preparazione dovrebbe partire fin da subito, essere ufficializzato nel primo periodo del 2017, per essere reso noto nel 2018. Il patto globale ha l’ambizione di costruire una cultura della migrazione come un’opportunità per i migranti e le loro famiglie, per il paesi d’origine, di transito e di destinazione. Ban Ki-Moon, segretario delle Nazioni Unite, in apertura del vertice, ha definito i migranti un "grande potenziale, se solo venisse sbloccato".

La stessa Agenda per lo sviluppo sostenibile (2015-2030), il proseguo degli obiettivi del millennio (2000-2015), enfatizza la realtà multidimensionale delle migrazioni considerando lo spostamento nei suoi aspetti di opportunità più che di minaccia o rischio, senza però trascurane le criticità.

Nella costruzione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile, lo IOM ha avuto un ruolo determinante nell’elevare l’attenzione attorno alle implicazioni che hanno o possono avere le migrazioni su ogni circostanza della vita dell’umanità. Tra i diciassette obiettivi della nuova Agenda, il decimo mira a ridurre le disuguaglianze attraverso una pluralità di azioni specifiche anche finalizzate a rendere più disciplinate, sicure, regolari e responsabili la migrazione e la mobilità delle persone, anche con l’attuazione di politiche migratorie pianificate e ben gestite.

Altri settori, però, pur meno specificamente legati alla materia della migrazione, rivestono una certa importanza e si possono riconoscere possibili connessioni tra questi e la migrazione all’interno di diversi obiettivi. Il potenziamento dell’accesso all’istruzione e la formazione non solo primaria, ma soprattutto secondaria e terziaria (obiettivo quattro), l’eliminazione di tutte le forme di violenza contro le donne (obiettivo cinque) e i bambini, del traffico (obiettivo sedici) legato allo sfruttamento sessuale, degli organi, ma anche lavorativo come pure la protezione dei diritti dei lavoratori, specialmente i lavoratori migranti (obiettivo otto) e la promozione di ambienti di lavoro sicuri e degni sono pratiche che possono contribuire ad una maggiore consapevolezza del ruolo del processo migratorio globale e ad un suo posizionamento strategico all’interno dello sviluppo sostenibile.

Le pagine qui di seguito dedicate ai continenti non mirano a ricostruire la storia e la geografia delle migrazioni dell’intera area considerata, ma propongono dei casi che hanno l’obiettivo di aprire semplici, ma significative finestre su alcuni ritagli di mondo, talvolta poco conosciuti, senza la pretesa di essere esaustivi.

I casi delle diverse aree geografiche considerate sono accompagnati da storie di persone migranti. Queste storie provengono dal lavoro di ricerca sul campo degli studenti e delle studentesse che partecipano al progetto World Social Agenda 2016-17. Come tutte le storie rappresentano dei punti di vista che non sono mai neutri né disinteressati.

4a Americhe

4b Africa

4c Asia

4d Oceania